Prosegue l’avanzata della disoccupazione in terra tedesca. I dati di agosto evidenziano l’aumento di 45.700 unità dei disoccupati che raggiungono così quota 3,025 milioni ad agosto. I dati dell’Agenzia Federale per il Lavoro evidenziano come nell’ultimo anno i senza lavoro siano aumentati di 153mila unità. Il tasso di disoccupazione è aumentato di 0,1 punti percentuali al 6,4%. L’Agenzia Federale per l’Impiego ha citato la pausa estiva e la debolezza dell’economia come ragioni dell’aumento, aggiungendo che emergono i primi segnali di stabilizzazione.
Intanto sempre oggi è arrivato il dato sull’inflazione tedesca, salita al 2,2% su base annua ad agosto, dal 2% di luglio. Un sussulto al rialzo dei prezzi nella maggiore economia continentale che indebolisce la motivazione per un taglio dei tassi della Bce alla riunione di settembre.
Disoccupati oltre muro dei 3 milioni
Tornando al mercato del lavoro, per ritrovare un numero di disoccupati oltre la soglia dei 3 milioni in Germania bisogna tornare indietro al febbraio 2015.
“In Germania, tre milioni non sono solo un numero. Nel contesto del mercato del lavoro, rappresentano una soglia simbolica, che separa la forza dalla debolezza. Sebbene questo parametro di riferimento sia del tutto arbitrario, i dati odierni sul mercato del lavoro lasceranno probabilmente un segno più profondo nel dibattito pubblico rispetto all’andamento degli ultimi anni”, rimarca Carsten Brzeski, Global Head of Macro di Ing.
Difatti subito è arrivata la presa di posizione della ministra dell’Economia tedesca, Katherina Reiche: “Abbiamo urgente bisogno di riforme strutturali coraggiose per rendere la Germania nuovamente competitiva. Solo così potremo creare nuova crescita e maggiori posti di lavoro”.
Il deterioramento del mercato del lavoro tedesco è un trend che va avanti da tempo. Dopo aver raggiunto il minimo di 2,2 milioni a maggio 2022, il numero di disoccupati è aumentato costantemente di pari passo con le difficoltà dell’economia tedesca, in stagnazione da oltre cinque anni, e l’industria alle prese con gravi sfide strutturali.
Nel breve atteso il perdurare della debolezza
Nel breve termine non si intravedono segnali di inversione di tendenza con l’industria tedesca in forte affanno, a partire dal comparto auto. Da un’analisi della società di consulenza EY emerge che il numero di occupati nell’industria a metà 2025 risulta di 5,42 milioni, il 2,1% in meno rispetto a dodici mesi prima. Ciò significa che circa 114mila posti di lavoro sono stati tagliati in un anno. Dal 2019 il numero di occupati si è ridotto di circa 245.000 unità, con una diminuzione del 4,3%. Tutti i settori, ad eccezione dell’elettronica, hanno registrato cali.
“I continui annunci di potenziali misure di riduzione dei costi nel settore automobilistico e in altri settori, e il continuo aumento del numero di fallimenti, suggeriscono che la situazione potrebbe peggiorare prima di migliorare”, rimarca Brzeski, con l’impatto demografico sul mercato del lavoro e la continua carenza di manodopera che dovrebbero comunque impedire un brusco peggioramento, e il mercato è ben lontano dal tornare al traguardo simbolico – e un tempo allarmante – di cinque milioni di disoccupati, una cifra che ha innescato il programma di riforme economiche dei primi anni 2000.
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