Oltre 145 Paesi e giurisdizioni del Quadro Inclusivo OCSE/G20 hanno raggiunto un accordo sul pacchetto “side-by-side” per il funzionamento coordinato della global minimum tax, il secondo pilastro del framework anti-erosione della base imponibile.
Il documento Ocse efinisce regole per far coesistere il regime GloBE (top-up tax al 15% per giurisdizione) con il sistema USA GILTI, evitando doppie imposizioni e lacune nel prelievo minimo sui profitti delle multinazionali.
L’intesa, frutto di mesi di negoziati, stabilisce che entrambi i meccanismi sono “robusti” e mutualmente riconosciuti, ponendo fine allo stallo transatlantico.
“Una decisione storica nella cooperazione fiscale internazionale”, ha dichiarato il segretario generale OCSE Mathias Cormann, sottolineando il ruolo del pacchetto nel garantire stabilità al sistema fiscale globale.
Il commissario Ue Wopke Hoekstra ha salutato l’accordo su X come “un ottimo inizio d’anno” che “stabilizza il sistema, semplifica norme, garantisce equità e preserva la competitività delle imprese”.
Impatti per imprese e mercati
Per le grandi multinazionali – tech, pharma, finance – l’intesa riduce l’incertezza regolatoria, confermando l’aliquota minima effettiva del 15% senza guerre fiscali tra blocchi. I mercati accolgono positivamente la maggiore prevedibilità, con effetti limitati su valutazioni azionarie ma benefici per i bond sovrani e i flussi cross-border.
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