L’imminente referendum sulla giustizia introduce una novità che riguarda direttamente le tasche di chi lavora ai seggi: un aumento degli onorari legato all’estensione delle operazioni di voto su due giorni.
La macchina elettorale, composta da presidente, segretario e quattro scrutatori per ogni seggio, si prepara infatti a turni più lunghi rispetto al passato. Le urne resteranno aperte non solo la domenica, ma anche il lunedì mattina, prolungando tempi e carichi di lavoro. Una modifica organizzativa che ha imposto un adeguamento economico.
Il riferimento normativo è il decreto-legge del 27 dicembre 2025, che ha previsto un incremento del 15% sui compensi storicamente fissati dalla normativa degli anni Ottanta. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato rendere più accessibile il voto, dall’altro compensare in modo più adeguato l’impegno richiesto al personale dei seggi.
Per il referendum del 22 e 23 marzo 2026, il presidente di seggio percepirà circa 149,50 euro, mentre scrutatori e segretario riceveranno poco meno di 120 euro ciascuno. Si tratta di importi forfettari, non assimilabili a uno stipendio, ma comunque esenti da particolari vincoli contrattuali. A questi valori base possono aggiungersi maggiorazioni in presenza di condizioni specifiche, come seggi speciali o consultazioni multiple. In tali casi, il compenso può crescere sensibilmente: fino a sfiorare i 280 euro per i presidenti e oltre i 200 euro per gli altri componenti.
Il confronto con le tornate elettorali ordinarie evidenzia chiaramente l’impatto della riforma. In assenza del prolungamento su due giorni, gli importi si fermerebbero intorno ai 130 euro per i presidenti e poco più di 100 euro per scrutatori e segretari. La differenza, dunque, è direttamente legata alla maggiore durata e complessità delle operazioni.
Dal punto di vista dei conti pubblici, l’adeguamento comporta un costo aggiuntivo stimato in circa 6 milioni di euro, coperto attraverso fondi statali. Un investimento contenuto, se rapportato all’obiettivo di garantire maggiore efficienza organizzativa e partecipazione elettorale.
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