Acea chiude il 2025 con risultati ai massimi storici e un dividendo record per gli azionisti. Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Fabrizio Palermo ha registrato un utile netto di 481 milioni di euro, in crescita del 45% rispetto all’anno precedente, includendo la plusvalenza di 227 milioni derivante dalla cessione della rete in alta tensione a Terna. L’utile netto ricorrente si attesta invece a 376 milioni di euro, con un aumento del 15%.
In miglioramento anche gli altri indicatori economici. L’Ebitda pro-forma sale a 1,42 miliardi di euro (+7%), mentre quello ricorrente raggiunge 1,4 miliardi (+8%). I ricavi crescono del 3% a 2,899 miliardi di euro. L’indebitamento finanziario netto resta stabile a 4,963 miliardi.
Il consiglio di amministrazione presieduto da Barbara Marinali ha proposto un dividendo di 1,20 euro per azione, in aumento del 26%. La cedola incorpora anche una componente straordinaria di 0,25 euro legata alla plusvalenza realizzata con la cessione della rete a Terna.
«Il 2025 è per Acea un anno di risultati ai massimi storici per effetto del percorso di trasformazione operativa e organizzativa avviato negli ultimi anni e della crescente focalizzazione sui business infrastrutturali regolati, mantenendo al tempo stesso una forte disciplina finanziaria che ha portato al miglioramento di tutti gli indicatori economici e patrimoniali», ha commentato Palermo. Il mandato dell’amministratore delegato è in scadenza con la fine della consiliatura e il suo nome è tra quelli indicati come possibili candidati alla guida del Monte dei Paschi di Siena, tema sul quale però non sono arrivate risposte durante la conference call con gli analisti.
Nel 2025 Acea ha realizzato investimenti per oltre 1,5 miliardi di euro, in crescita del 6%, destinati allo sviluppo delle reti idriche ed elettriche e al potenziamento degli impianti nel settore ambientale. I business regolati rappresentano circa l’89% delle capex nette, quota che sale al 94% escludendo Acea Energia, società destinata a passare a Plenitude (Eni) per 587 milioni di euro.
Tra i progetti infrastrutturali più rilevanti figura il raddoppio dell’Acquedotto del Peschiera nel Lazio, opera da 1,5 miliardi di euro per la quale l’aggiudicazione della gara è attesa ad aprile.
Tutte le aree di business registrano un miglioramento del margine operativo lordo: Acqua Italia cresce del 6,8%, Reti e illuminazione pubblica del 3%, Ambiente del 7,9% e Produzione del 33,6%.
Per il biennio 2026-2027 il gruppo prevede un impatto complessivo di 12 milioni di euro, pari a 6 milioni l’anno, legato all’aumento del 2% dell’Irap previsto dal decreto bollette. Sul fronte energetico, un eventuale Prezzo unico nazionale dell’energia tra 30 e 35 euro per megawattora potrebbe incidere sull’Ebitda per circa 10 milioni nel 2026, un effetto che il gruppo ha già incluso nelle proprie previsioni.
Nel capitolo sostenibilità, Acea segnala che nel 2025 il 63% della produzione di energia è stato generato da fonti rinnovabili, in aumento dell’11%. Il sistema acquedottistico ha distribuito circa 600 milioni di metri cubi di acqua potabile, mentre i depuratori hanno trattato 770 milioni di metri cubi. L’acqua riciclata e riutilizzata ha raggiunto 4,4 milioni di metri cubi (+29%), coprendo il 90% dei consumi per usi industriali. Nel corso dell’anno sono stati effettuati anche circa 15.800 interventi di verifica della sicurezza nei cantieri.
© Riproduzione riservata