Un’isola eterna circondata da acque cristalline e ricca di strane creature. Lo scenario perfetto per vivere un’avventura, affrontando pericoli e sciogliendo intricati segreti di trama. Ma anche un flop colossale per Amazon game studios: il gigante dell’e-commerce ha annunciato che i server di New World: Aeternum, uno dei videogiochi di punta della divisione dedicata al gaming dell’azienda, si spegneranno definitivamente il 31 gennaio 2027. Stiamo parlando di un videogioco disponibile su pc, PlayStation 5 e XBox, in cui i giocatori partecipano coralmente alla creazione di un mondo virtuale. In gergo tecnico questo genere prende il nome di “MMO“, Massively Multiplayer Online Role-Playing Game.
La storia narra di una vasta terra soprannaturale: l’isola di Aeternum, un luogo denso di creature bizzarre, pericoli nascosti e misteri. «Vogliamo ringraziare i giocatori per la loro dedizione e passione. Siamo grati per il tempo dedicato a creare il mondo di Aeternum con voi. Insieme abbiamo costruito qualcosa di speciale. Anche se ci dispiace dirvi addio, siamo onorati di aver potuto condividere così tanto con la community», così l’azienda ha congedato i tanti appassionati. E il nodo della questione sono proprio loro: chi ha acquistato il prodotto potrà giocarci fino a quando non verrà definitivamente rimosso. Il problema risiede nella non rimborsabilità della valuta interna: il Marks of Fortune, che non sarà risarcita- neanche parzialmente – a coloro che già l’hanno comprata. Il gioco era stato lanciato il 28 settembre 2021 e inizialmente aveva raccolto un boom di utenti: oltre 900 mila attivi in simultanea. Sembrava insomma che Amazon fosse riuscita nell’intento di entrare in un mercato dominato da colossi come World of Warcraft. Qualcosa però è andato storto: i server non erano pronti a gestire una tale mole di partecipanti e i ripetuti problemi tecnici e di connessione hanno provocato la crisi del prodotto.
L’azienda poi – va ricordato – sta attraversando una fase di riorganizzazione interna e nelle scorse settimane ha annunciato licenziamenti su larga scala, dichiarando l’intenzione di ridurre la sua forza lavoro globale di 16 mila unità, dopo un primo round di tagli da 14 mila lavoratori in ottobre. Il gigante ha anche annunciato la chiusura dei suoi negozi di alimentari Fresh e dei mercati Go, nonché la fine del suo sistema di pagamento biometrico – che funzionava scansionando il palmo della mano – Amazon One.
Tornando al fronte dei videogame, Amazon non sembra intenzionata ad abbandonare del tutto il settore, dal momento che sta continuando a lavorare su altri progetti, come Tomb Raider .
Ma il problema per chi aveva comprato, investito risorse e tempo nel gioco destinato alla chiusura rimane e i consumatori europei avrebbero ottimi argomenti per infastidirsi di fronte alla decisione di non effettuare rimborsi. Infatti alcuni di loro paiono essersene accorti: «Ho ricaricato il mio account Steam per acquistare Marks of Fortune per New World e acquistare l’attuale Season Pass… Come posso ottenere un rimborso? Penso che sarebbe giusto se mi rimborsassero i soldi, visto che hanno lasciato il gioco disponibile e poi l’hanno chiuso», si domanda un gamer su steamcommunity.it nell’ottobre 2025. «Benvenuti nella vita adulta, dove le grandi aziende ci fregano ogni volta che ne hanno voglia» gli risponde un altro giocatore. Vero è che si può ancora giocare a New World, anche se è in fase di chiusura. Motivo per cui, probabilmente, l’azienda ha deciso di non rimborsare la valuta ormai versata per l’acquisto degli oggetti e dei crediti utili per scalare i livelli. Alcune testimonianze emerse di recente su Reddit, raccolte da cittadini europei, segnalano la possibilità di ottenere un risarcimento ricorrendo agli strumenti previsti dalla normativa comunitaria.
Secondo la Direttiva sui contenuti digitali e sui servizi digitali qualsiasi termine contrattuale che escluda o limiti i diritti del consumatore è da considerarsi nullo e non vincolante. E la conformità deve durare l’intera durata del contratto. New World non sarà più conforme al suo scopo – cioè quello di essere giocato – tra un anno esatto. Poiché Amazon ha venduto le valute virtuali del gioco con la promessa implicita che potessero essere spese all’interno del mondo di Aeternum senza vincoli o limiti, la chiusura del servizio senza la concessione di un rimborso appare una pratica discutibile. L’azienda non restituisce il valore delle valute virtuali acquistate, nonostante in passato abbia dimostrato di essere in grado di rimborsare risorse analoghe sulle proprie piattaforme. Quando Amazon ha chiuso il suo Appstore su Android il 20 agosto 2025, insieme al programma Amazon Coins, aveva infatti chiarito che le monete virtuali non spese sarebbero state rimborsate. È dunque evidente che una soluzione esiste ed è nota all’azienda, che in questo caso ha tenuto comportamento diverso nei confronti dei propri clienti.
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