Via libera delle assemblee di Bper e Popolare Sondrio al progetto di fusione tra le due banche
L’assemblea di Bper, con il 57,3% del capitale rappresentato, ha approvato il progetto di fusione con il 99,96% dei voti favorevoli. Ancora più netta la posizione dei soci della banca valtellinese: all’assemblea della Popolare di Sondrio ha partecipato l’86,6% del capitale – di cui l’80,7% già in mano a Bper – e il sì è arrivato con il 99,99% dei voti.
La fusione produrrà effetti civilistici dal 20 aprile, mentre quelli fiscali e contabili saranno retrodatati al 1° gennaio di quest’anno. Fino a quella data le azioni della Popolare di Sondrio continueranno a essere negoziate in Borsa; successivamente verranno convertite in titoli Bper con un rapporto di concambio pari a 1,45 azioni Bper per ogni azione Sondrio, senza diritto di recesso per gli azionisti dell’istituto lombardo.
L’operazione chiude un percorso iniziato nel febbraio 2025, quando Bper aveva lanciato un’offerta non concordata con l’obiettivo di creare un nuovo polo bancario fortemente radicato nel Centro-Nord. Un progetto sostenuto da Unipol, azionista di riferimento di entrambe le banche, che ha contribuito a consolidare l’operazione rafforzando al contempo la struttura difensiva del gruppo rispetto a eventuali scalate, in particolare da parte di UniCredit.
Intanto, nell’azionariato dell’istituto modenese si fa largo JPMorgan Chase, salita al 10,3%, di cui il 6,7% rappresentato da azioni. La banca statunitense ha precisato che la partecipazione è legata ad attività di market making e operazioni con la clientela, senza ambizioni di controllo.
Secondo le letture del mercato, tuttavia, la crescita della presenza dell’istituto statunitense contribuisce anche a ridurre il flottante disponibile, rendendo più complessa qualsiasi operazione ostile su Bper. Uno scenario che il presidente di Unipol Carlo Cimbri ha sintetizzato con una battuta: quello bancario resta “un mondo di lupi”.
© Riproduzione riservata