Scatta oggi la rivoluzione dei pedaggi: in arrivo il rimborso in caso di blocco del traffico o ritardi legati ai cantieri sulla rete, con gli automobilisti che potranno ottenere un ristoro direttamente dai gestori autostradali per i disservizi subiti durante gli spostamenti.
Le principali società autostradali hanno pubblicato in queste ore sui propri siti web le pagine attraverso cui presentare le domande di rimborso. Un altro metodo per ottenere il rimborso delle tratte di Autostrade per l’Italia è registrarsi sull’app Muovy (scaricabile qui) dal sito di Autostrade per l’Italia. Come ricorda il Codacons, la legge prevede anche l’attivazione di un’unica app unica nazionale per tutti i gestori.
Le tratte coperte nella prima fase
Il sistema si divide in due fasi. Nella prima, i rimborsi per i ritardi da cantieri interesseranno solo i disservizi su percorsi che insistono interamente su tratte gestite dal medesimo concessionario; i rimborsi per cantieri presenti su tratte gestite da più concessionari scatteranno invece entro il primo dicembre 2026.
Autostrade per l’Italia
Nel caso di Autostrade per l’Italia, sono tre le modalità per ottenere il rimborso.
- Registrare il dispositivo di telepedaggio sul sito o sull’app Muovy per ottnere in automatico i rimborsi dei viaggi
- Registrare la targa sul sito o sull’app Muovy per ottnere in automatico i rimborsi dei viaggi pagati con carte o contanti
- Scansionare la ricevuta di pagamento ritirata al casello di uscita per poi richiedere per ogni viaggio il rimborso
Tutte e tre le modalità richiedono la comunicazione di un Iban e di altre informazioni necessarie a ottenere il rimborso.
L’importo dei rimborsi
Per i disservizi da cantiere il diritto al rimborso è indipendente dal ritardo per i percorsi con lunghezza inferiore ai 30 chilometri; per quelli con lunghezza tra i 30 e i 50 chilometri il rimborso si attiva se il ritardo supera i 10 minuti; per i percorsi superiori ai 50 chilometri il ritardo dovrà essere di almeno 15 minuti.
Per il blocco del traffico, invece, il rimborso sarà pari al 50% del pedaggio in caso di interruzione tra i 60 e i 119 minuti; del 75% per blocchi di durata compresa tra i 120 e i 179 minuti; del 100% in caso di blocco superiore ai 180 minuti.
Quando non si ha diritto al rimborso
Esistono tuttavia delle eccezioni che fanno venire meno il diritto al rimborso, non dovuto se sul percorso è già prevista una riduzione generalizzata del pedaggio. In particolare, nel caso di cantieri emergenziali (a seguito di incidenti, eventi meteo o idrogeologici straordinari e imprevedibili, attività di soccorso).
In un primo periodo di applicazione delle misure, saranno esclusi dal meccanismo di rimborso anche i cantieri mobili (sfalcio erba, pulizia, segnaletica eccetera). I rimborsi sopra i 10 centesimi saranno accreditati ed erogati a partire dalla somma di 1 euro.
La reazione di Assoutenti
“Accogliamo con soddisfazione l’entrata in vigore oggi del rimborso dei pedaggi in caso di disservizi stradali, una misura invocata da tempo che finalmente corregge una discriminazione tra utenti”, ha detto Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti. “Fino ad oggi gli utenti delle autostrade erano ingiustamente penalizzati rispetto ai passeggeri di treni e aerei, consumatori per i quali sono previsti già da anni indennizzi e rimborsi in caso di disservizi – spiega Melluso – Le novità in tema di pedaggi sanano una ingiusta discriminazione tra cittadini e riportano equità nel comparto dei trasporti”.
“Ora sarà importante, specie in questa prima fase, vigilare sulla corretta applicazione delle nuove misure da parte delle società autostradali, ma soprattutto realizzare una campagna informativa a tappeto per mettere gli automobilisti a conoscenza dei loro diritti e della possibilità di ottenere un rimborso a seconda del tipo di disservizio subito. Particolare attenzione, poi, va posta all’utilizzo dei dati personali degli automobilisti raccolti dalle società autostradali attraverso la nuova procedura”, conclude il presidente di Assoutenti.
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