Smartphone, vestiti, accessori, prodotti per la cura personale e cimeli da collezione. Da qualche anno la moda dello shopping online di articoli usati impazza anche nel nostro Paese. Secondo l’ Osservatorio second hand economy realizzato da Bva Doxa per Subito, nel 2024 il mercato dell’usato in Italia ha raggiunto circa 27 miliardi di euro, pari all’1,2% del Pil. Di questa cifra, 14,4 miliardi provengono dal canale online. Insieme al giro d’affari però lievitano anche le truffe. Secondo un rapporto della Banca d’Italia gli acquisti online con carta o moneta elettronica sono più esposti alla frode rispetto ai pagamenti effettuati nei negozi fisici tramite Pos. Dal 9 ottobre, per questo motivo, i prestatori di servizi di pagamento dovranno verificare in tempo reale Iban e dati del beneficiario prima di ricevere l’autorizzazione al bonifico.
L’indagine
La Commissione europea, lo scorso 7 marzo, ha pubblicato i risultati di un’indagine sui commercianti online di beni di seconda mano.
Le autorità europee hanno messo sotto la lente 356 operatori online e in oltre la metà dei casi, 185 piattaforme, pari al 52 % del totale, risultano potenzialmente in violazione delle normative europee. Tra i casi riscontrati il 40% non ha informato chiaramente i consumatori del diritto di recesso, ad esempio la possibilità di restituire un prodotto entro 14 giorni senza giustificazione o costi. Il 45% non ha correttamente comunicato il diritto a restituire beni difettosi o non conformi a quanto pubblicizzato. Il 57% non ha rispettato il periodo minimo di un anno di garanzia legale per i beni di seconda mano. Tra il 34% di commercianti che presentavano dichiarazioni ambientali, il 20% non le ha supportate con prove sufficienti e il 28% ha fornito informazioni false o ingannevoli. Il 5% non ha comunicato correttamente la propria identità e l’8% non ha indicato il prezzo totale del prodotto, comprese le tasse.
Vinted
Una delle frodi più diffuse su Vinted è quella del “pacco vuoto”. Colpisce sia i compratori che i venditori: l’acquirente riceve un pacco vuoto al posto dell’oggetto acquistato, oppure il venditore spedisce regolarmente la merce e l’acquirente apre una contestazione sostenendo di aver ricevuto un pacco vuoto, trattenendo così l’articolo e allo stesso tempo chiedendo il rimborso.
Gli oggetti più colpiti sono di solito articoli di lusso o elettronici, con un valore superiore ai 50 euro. «Ho venduto un laptop a un tizio e lui afferma di aver ricevuto tre zucchine, aprendo un protocollo di rimborso – lamenta un utente su Reddit – Mi sento veramente deluso». «Per esperienza ti dico che Vinted darà ragione all’acquirente», lo informa lapidario un altro venditore.
In tutti i casi in cui l’articolo che arriva a casa non sia corrispondente a quello ordinato – magari perchè rovinato, rotto o inutilizzabile – per restituirlo al mittente il compratore deve accollarsi il pagamento delle spese di spedizione, circostanza che tra i truffati genera una certa indignazione.
Nel 2022 Vinted è stata multata dall’Antitrust per mancanza di trasparenza – ora risolta – sui reali costi degli articoli. Secondo l’Agcm, la società aveva omesso di indicare in modo chiaro l’esistenza di costi aggiuntivi a carico degli utenti, come la commissione per la “protezione acquisti” e le spese di spedizione.
Un anno fa, invece, la piattaforma è stata sanzionata con una multa da 2,4 milioni di euro per violazioni della privacy. Le autorità hanno denunciato difficoltà incontrate da parte degli interessati nell’esercizio del loro diritto alla cancellazione dei dati, cui Vinted non avrebbe dato seguito, senza fornire spiegazioni e continuando a trattare i dati personali anche dopo la richiesta di eliminazione.
Subito
Una delle truffe più diffuse su Subito.it è quella dello sportello bancomat. Il malintenzionato si finge acquirente e propone di pagare con Postepay, Bancomat o bonifico. Invita la vittima a raggiungere uno sportello, facendo credere che lì riceverà il denaro. Al telefono la guida con pazienza, fornendo istruzioni passo passo, ma in realtà la induce a eseguire una ricarica verso la sua carta. Così, invece di incassare il pagamento, il venditore finisce per inviare i soldi al ladro, senza alcuna possibilità di recuperarli.
Nel gruppo Facebook “Truffe online”, un utente racconta la dinamica con dovizia di particolari: «Voglio segnalare un truffatore che agisce principalmente nei fine settimana su Subito.it. Si presenta come acquirente interessato, chiede subito il numero di telefono e durante la conversazione si mostra convincente, inventando storie sul corriere, sull’urgenza della consegna o su documenti da stampare per sembrare serio. Poi insiste perché il venditore vada a uno sportello Postamat, sostenendo che solo così potrà ricevere il pagamento. A quel punto mette fretta, dicendo che il pacco deve partire entro poche ore o che il corriere deve avere la conferma del denaro. Quando la vittima arriva allo sportello, lo guida passo dopo passo fingendo che si tratti di una procedura per ricevere il denaro, ma in realtà la spinge a trasferire soldi sulla sua carta».
Facebook Marketplace
Dal 2016 Facebook ha integrato nella sua interfaccia Marketplace, la piattaforma per gli acquisti è diventata terreno fertile per furfanti di ogni tipo. Si trovano annunci con link a siti esterni che sono in realtà tentativi di phishing per rubare dati e denaro, acquirenti fingono di pagare il prodotto una cifra superiore al dovuto e poi chiedono un rimborso, spedizioni senza tracciamento che non arriveranno mai e modifiche di merce o prezzo improvvise. Una spirale non rassicurante.
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