I dati sono il nuovo motore dell’economia. Questo mercato in Europa è visto crescere al 2030 tra il 4% e il 6% annuo. L’Italia corre ancora più veloce: è il terzo Paese dell’Unione europea per valore, con oltre 8,5 miliardi nel 2024 e una crescita superiore al 20% su base annua, ben oltre la media Ue. Numeri che raccontano un’enorme opportunità. Peccato però che, meno di un terzo dei dati disponibili venga visto a supporto delle decisioni. Il resto rimane inutilizzato, frammentato tra banche dati che non dialogano, standard diversi e barriere di accesso. Un limite che genera inefficienze significative. È proprio per rispondere a questo problema che nasce Amelia, una piattaforma tutta italiana pensata per trasformare l’abbondanza di dati in conoscenza utile e capacità decisionale.
«Viviamo in un mondo mai così ricco di dati e informazioni, ma non sempre di conoscenza. – sottolinea il professor Matteo Cervellati, presidente della Fondazione Grins, ordinario di economia all’Università di Bologna – Amelia nasce proprio per colmare questo divario, offrendo uno strumento che unisce trasparenza, sicurezza e capacità analitica».
Progettata dalla Fondazione Grins (Growing Resilient, Inclusive and Sustainable) nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), Amelia si inserisce in una traiettoria ormai consolidata anche a livello europeo: quella delle piattaforme dati multi-dominio, capaci di integrare dati pubblici e privati e di trasformarli in servizi e analisi ad alto valore aggiunto. «Le migliori esperienze internazionali convergono verso modelli di piattaforma multi-dominio, capaci di integrare dati pubblici e privati, abilitare la creazione di studi a valore aggiunto e garantire al tempo stesso trasparenza, sicurezza e sostenibilità economica», riporta il professor Vincenzo Atella, vicepresidente Fondazione Grins e ordinario di economia all’Università di Roma Tor Vergata.
Grazie alla collaborazione di 17 università italiane e 10 partner tra istituzioni e soggetti privati di primo piano, Amelia si propone oggi come una potenziale infrastruttura nazionale di riferimento per l’integrazione dei dati di ricerca pubblici e privati. Una piattaforma costruita secondo le migliori pratiche europee e pensata per durare.

Il cuore di Amelia è la sua capacità di rendere accessibile la ricerca scientifica, trasformando informazioni complesse in conoscenza operativa. Attraverso strumenti avanzati di analisi, intelligenza artificiale e modelli predittivi, i dati diventano una base solida per decisioni migliori, sia nel settore pubblico sia in quello privato. La piattaforma è progettata anche per ridurre i costi di accesso, integrazione e analisi, migliorando l’efficienza nei processi decisionali, nella gestione del rischio, nella pianificazione territoriale e nelle strategie di sostenibilità. Il tutto nel pieno rispetto delle normative europee sulla sicurezza, sulla privacy e sulla qualità del dato. Questo modello rappresenta oggi una leva chiave di crescita del mercato dei dati, in settori strategici come la Pubblica Amministrazione, la finanza, l’energia e la manifattura.
Amelia copre l’intero ciclo di vita del dato, dalla raccolta alla validazione, fino alla produzione di studi e modelli predittivi. Due le principali direttrici di sviluppo: Insight Engine, un motore che rende disponibili analisi certificate e dati pronti all’uso; Analytical Lab & Model Building, uno spazio dedicato a ricercatori e utenti esperti per sviluppare modelli avanzati in un ambiente sicuro. Non solo una piattaforma tecnologica, dunque, ma un luogo di cooperazione istituzionale, pensato per trasformare i dati in politiche più efficaci, strategie più consapevoli e valore concreto per la collettività.
«In un mondo sempre più sfidante, caratterizzato da molteplici fonti di rischi e incertezza, avere un sistema nazionale basato su un centro di supercalcolo italiano è un importante valore aggiunto. – sottolinea Monica Billio, Università Cà Foscari Venezia e Fondazione Grins, già presidente della Società Italiana di Econometria – Da più di trent’anni mi occupo di econometria e uno dei grandi problemi è quello della corretta comunicazione e interpretazione dei dati. Avere Amelia che permette di analizzare e interpretare le informazioni può rivelarsi una vera chiave di svolta per tutti: decisori politici, cittadini, aziende».
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