Chi paga 15,99 euro al mese per l’abbonamento a Disney+ Premium, si aspetterebbe di poter vedere film e serie nella qualità migliore disponibile. In alcuni Paesi europei, però, Disney ha tolto agli abbonati proprio alcune delle sue funzioni: il 4K e l’Hdr. Poi ha cambiato la tecnologia utilizzata per trasmettere i video e ha ricominciato a offrire il 4K su alcuni dispositivi. Ma adesso anche quella nuova tecnologia è finita in una causa.
Dietro questa storia apparentemente tecnica c’è una disputa sui brevetti tra Disney e InterDigital. E la posta in gioco è diventata abbastanza concreta: secondo quanto riportato da Bloomberg, InterDigital chiede a Disney 101,7 milioni di euro di danni. La richiesta riguarda il brevetto l’Hdr ed è una causa civile per danni davanti al tribunale di Monaco.
La tecnologia
Quando guardiamo un film su Disney+, il film non arriva sul televisore nella forma originale. Il file viene prima compresso, cioè ridotto di dimensione, in modo da poter viaggiare attraverso internet senza richiedere una quantità enorme di dati. Poi il televisore, lo smartphone o il computer lo ricostruisce e lo mostra sullo schermo. Il sistema utilizzato per fare questa operazione si chiama codec. Per molto tempo Disney ha utilizzato anche Hevc, uno degli standard più diffusi per comprimere i video ad alta qualità. Questo è particolarmente importante per il 4K, perché permette di trasmettere immagini con una risoluzione molto più elevata del Full HD senza far crescere troppo la quantità di dati necessaria.
È proprio su alcune tecnologie utilizzate da Hevc che è nata la disputa con InterDigital, società tecnologica americana quotata al Nasdaq. L’azienda sviluppa tecnologie utilizzate nelle comunicazioni wireless e nella trasmissione e compressione dei video e possiede migliaia di brevetti. Il suo modello di business consiste anche nel concedere alle altre aziende il diritto di utilizzare queste tecnologie in cambio di royalties, cioè pagamenti per l’utilizzo dei brevetti. InterDigital sostiene che Disney abbia utilizzato alcune delle sue tecnologie senza una licenza.
La questione è arrivata davanti al Tribunale unificato dei brevetti, l’Upc. Nel giugno e nel luglio 2026 due divisioni dell’Upc hanno stabilito che Disney violava brevetti di InterDigital collegati alla tecnologia Hevc e hanno emesso ingiunzioni contro la società. Le decisioni hanno avuto effetto in 11 Paesi dell’Unione europea, tra cui l’Italia. A quel punto Disney ha dovuto modificare il modo in cui trasmetteva i video. E qui la disputa sui brevetti è diventata visibile agli abbonati.
In diversi casi Disney ha limitato o rimosso il 4K, l’Hdr10 e Dolby Vision dal piano Premium. Il 4K indica una risoluzione dell’immagine molto superiore al Full HD. L’Hdr, acronimo di High Dynamic Range, riguarda invece la capacità di riprodurre una gamma più ampia di luminosità e colori. Permette, per esempio, di vedere più dettagli nelle parti molto scure e in quelle molto luminose di una scena.
Hdr10 è uno degli standard utilizzati per l’Hdr. Dolby Vision è un formato sviluppato da Dolby che permette una gestione più precisa della luminosità e dei colori. In pratica, alcuni abbonati che continuavano a pagare per il piano Premium si sono ritrovati con film e serie trasmessi in 1080p, cioè Full HD, e senza Hdr. Disney ha quindi cercato un’altra strada. Invece di utilizzare Hevc, ha iniziato a utilizzare Vp9, un codec sviluppato da Google. Anche Vp9 svolge la stessa funzione di base: comprime il video per renderne possibile la trasmissione attraverso internet mantenendo una qualità elevata. Il cambio ha permesso a Disney di ripristinare il 4K su alcuni dispositivi.
Brevetti
Sembrava risolta lì, peccato che secondo InterDigital anche Vp9, nella versione utilizzata da Disney, utilizza tecnologie coperte da un suo brevetto. Ad agosto l’azienda ha avviato una nuova causa davanti all’Upc. I tribunali hanno già stabilito che Disney ha violato alcuni brevetti relativi a Hevc. Sulla presunta violazione legata a Vp9, invece, non c’è ancora una decisione. La questione è rilevante perché riguarda direttamente la strategia scelta da Disney: la società ha cambiato tecnologia dopo le decisioni sull’Hevc per continuare a distribuire i propri video. InterDigital sostiene ora che anche la soluzione alternativa non sia libera da diritti brevettuali.
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