L’Italia dei no, quella delle crociate ideologiche contro le nuove infrastrutture e lo sviluppo, viene ancora una volta smentita. A certificarlo con l’inoppugnabilità dei numeri (notoriamente più precisi degli slogan) è un recente studio presentato a Bari nel corso dell’evento “Infrastrutture 2030: oltre il PNRR, l’Italia del futuro”. Le evidenze del dossier condotto da Ennio Cascetta, professore ordinario di Pianificazione dei trasporti al Massachusetts Institute of Technology, documentano come, nei primi dieci anni dal loro avviamento, le città attraversate dalla rete ferroviaria dell’Alta Velocità hanno registrato, a parità di condizioni, una crescita del pil pari al 10 per cento.
E l’impatto positivo non riguarda solo l’esercizio delle linee a regime ma comincia a generare benefici fin dalla posa della prima pietra. Come ha infatti sottolineato Giuseppe Inchingolo, vicedirettore generale Corporate del Gruppo FS, l’effetto moltiplicatore delle opere sui binari si attiva immediatamente: «Per ogni euro di investimento ferroviario, la fase di cantiere può generare tra 0,7 e 0,9 euro di valore aggiunto».
L’analisi evidenzia la misura in cui la presenza della rete AV/AC e delle relative stazioni generi un concreto effetto volano sui territori serviti, stimolando in modo tangibile l’occupazione, la produttività del lavoro e l’evoluzione dei diversi sistemi economici locali. Si tratta di un servizio a favore delle comunità che tuttavia, come emerso dal confronto promosso dal sindacato dei trasporti a Bari, richiede un ulteriore potenziamento, specialmente se si compara l’infrastruttura italiana a quella degli altri partner europei.
Per colmare questo divario, il Gruppo FS sta mettendo in campo uno sforzo infrastrutturale senza precedenti. Dal 2020, grazie anche all’impulso e alle risorse del Pnrr, gli investimenti del Gruppo hanno accelerato fino a superare la soglia dei 18 miliardi di euro nel 2025. Lo scenario dell’alta velocità italiana si appresta così a cambiare radicalmente nei prossimi anni grazie ai circa 1.300 cantieri distribuiti lungo l’intera Penisola.
La mappa delle opere in corso da Nord a Sud comprende grandi interventi strategici quali la linea AV Brescia-Verona-Padova, il Passante AV di Firenze, la nuova tratta AV Napoli-Bari, il Terzo Valico di Genova e il potenziamento della direttrice Palermo-Messina-Catania. Secondo le proiezioni di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), a partire dal 2030 entreranno progressivamente in funzione circa 400 chilometri di nuove linee, portando l’estensione complessiva dell’infrastruttura dagli attuali 1.097 chilometri a circa 1.500 chilometri e connettendo così aree del Paese che finora non erano mai state raggiunte dai servizi veloci.
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