Eni accelera sugli hub del gas in Indonesia aggiungendo un nuovo tassello alla sicurezza energetica a lungo termine. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha assunto le decisioni finali d’investimento per i progetti a gas Gendalo e Gandang (South Hub) e per i giacimenti Geng North e Gehem (North Hub), a soli diciotto mesi dall’approvazione dei piani di sviluppo avvenuta nel 2024. Un traguardo che conferma il rapido ritmo di sviluppo dei progetti a gas in acque profonde di Eni nell’offshore dell’East Kalimantan.
Nel dettaglio, questi sviluppi combinano tecnologie all’avanguardia con la valorizzazione delle infrastrutture esistenti, tra cui l’impianto flottante di produzione (Fpu) Jangkrik e l’impianto di liquefazione di Bontang. Questo approccio integrato consente di ottenere significative efficienze in termini di costi e di accelerare il time to market.
La decisione finale d’investimento per i progetti dimostra ancora una volta la forte capacità di Eni di massimizzare il valore combinando eccezionali performance esplorative con un modello di sviluppo distintivo e accelerato. I volumi totali dei due progetti ammontano a circa 283 miliardi di metri cubi di gas inizialmente in posto (GIIP), con 550 milioni di barili di condensati associati. L’avvio dei due progetti è previsto per il 2028 ed Eni raggiungerà un plateau di produzione di 56.5 milioni di metri cubi giorno di gas e 90.000 bpd di condensati nel 2029.
Eni opera in Indonesia dal 2001 ed è un importante produttore di gas naturale nel Paese, con attività che spaziano dall’esplorazione allo sviluppo e alla produzione, in particolare nelle aree in acque profonde del bacino di Kutei nello Stretto di Makassar e più recentemente nei business dell’agri-feedstock e dei biocarburanti.
Dall’Indonesia alla Libia
Di recente Eni ha annunciato anche la nuova scoperta di gas al largo della Libia; un tassello che rappresenta un segnale positivo per il settore energetico del Paese e per i rapporti con l’Italia. Le stime preliminari parlano di oltre 28 miliardi di metri cubi di gas in posto, ossia presenti complessivamente nel giacimento, individuati in due strutture offshore vicine al sito di Bahr Essalam, il principale campo di gas marino della Libia. La vicinanza alle infrastrutture già esistenti è l’elemento che rende la scoperta particolarmente interessante, perchè potrebbe consentire uno sviluppo relativamente più rapido e meno costoso rispetto a nuovi progetti da costruire da zero.
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