Pechino, per quanto colpita dalla crisi del petrolio, si sfrega le mani per la guerra in Iran: l’Associazione cinese dei produttori di automobili ha annunciato che a marzo l’aumento dell’export è stato dell’82% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e in crescita anche rispetto al +58% di febbraio. A guidare la corsa, i veicoli a nuova energia, inclusi elettrici e ibridi plug-in, che nel complesso sono balzati di oltre il 140%.
Il mercato interno
Le vendite interne di autovetture, al contrario, sono diminuite del 19%, quinto mese di ribasso consecutivo su base annua. Le principali case automobilistiche cinesi, come Byd e Geely, stanno quindi intensificato gli sforzi per incrementare le vendite all’estero, anche espandendo gli impianti di produzione al di fuori della Cina per mettere a profitto le aspettative secondo cui lo shock energetico globale e l’aumento dei prezzi del carburante dovuto alla guerra in Iran spingeranno il passaggio ai veicoli elettrici.
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