Ben 1.200 chilometri per toccare tutte le 110 Province italiane. Tappe in 60 città. Esattamente 10.001 tedofori che si sono dati il cambio: ecco i numeri del viaggio della torcia di Milano-Cortina 2026. Un’avventura che è iniziata il 26 novembre scorso a Olimpia con l’accensione del fuoco arrivato a Roma il 4 dicembre e che si concluderà il 6 febbraio nel capoluogo lombardo, con l’accensione del braciere allo Stadio di San Siro per la cerimonia di apertura dei Giochi invernali. E che poi ripartirà il 24 febbraio con un’altra staffetta per i Giochi paralimpici, che inizieranno il 6 marzo. Per realizzare la torcia Eni e Versalis hanno scelto lo Studio Carlo Ratti Associati per il design e Cavagna Group per l’ingegnerizzazione e la produzione dei componenti. Il nome scelto per battezzarla è quasi uno slogan: Essential. «Il messaggio che cerchiamo di comunicare con il design della torcia è di ridurre al minimo tutto ciò che non è necessario – ha spiegato Ratti -. È questo che fa la torcia, mettendo la fiamma al centro e riducendo al minimo tutto il resto. Sostenibilità significa non utilizzare ciò che non è necessario. E quindi quello che abbiamo fatto è stato mettere la fiamma al centro e ridurre al minimo tutto il resto».
La torcia olimpica e quella paralimpica si distinguono per il colore, ma entrambe hanno una sfumatura cangiante, pesano circa 1.060 grammi (bombola esclusa) e sono composte prevalentemente da materiali riciclati, in particolare da una lega di alluminio e ottone. Nell’impugnatura è presente un inserto di Xl Extralight, un materiale ultraleggero polimerico prodotto da Finproject, società di Versalis. Il bruciatore, vero cuore tecnologico della fiamma sacra, è alimentato con bio Gpl prodotto nella bioraffineria Enilive di Gela.

Un ruolo centrale è stato assegnato a Cavagna Group, eccellenza del Made in Italy, con sede in provincia di Brescia e oltre 320 milioni di euro di fatturato. La società, specializzata nella produzione di soluzioni per trattare, distribuire, controllare e misurare il gas, si può considerare una veterana dei cinque cerchi. Tutto inizia nel 2006 con le Olimpiadi invernali di Torino: la torcia, disegnata da Pininfarina, era alimentata da un sistema di combustione interno che funzionava grazie a una miscela formata al 40% di propilene e al 60% di butano, un brevetto di Cavagna che aveva progettato il bruciatore e la valvola.
Per Milano Cortina, il gruppo per la prima volta ha prodotto integralmente la torcia: in totale ne sono stati realizzati 3.000 esemplari, di cui 1.500 funzionanti, usati dai tedofori, e 1.500 protocollari, ovvero impiegati per scopi di rappresentanza. In tutto, tre anni di lavoro.
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