Leonardo lancia il piano al 2030 per la sicurezza globale e vola in Borsa mettendo a segno un rialzo in apertura di giornata di oltre 6 punti percentuali. Il nuovo sviluppo aziendale che secondo l’ad Roberto Cingolani “ha un vantaggio competitivo” piace al mercato così come il rialzo della cedola (+21%) in seguito alla crescita dell’utile (+15% a 1,3 miliardi).
Con 142 miliardi di utili al 2030 (+6% annuo), il piano risponde a un nuovo contesto in cui le minacce sono cambiate per natura, velocità e scala. Missili ipersonici, vettori balistici, droni e attacchi cyber aumentano incertezza e complessità operativa, imponendo un cambio di paradigma: “la sicurezza non riguarda più soltanto il perimetro tradizionale della difesa, ma investe direttamente la continuità economica e sociale dei Paesi”, spiega il gruppo.
L’obiettivo è quello di diventare una “One Company” multinazionale con una visione industriale chiara, integrata e internazionale.
Le stime – evidenzia Leonardo – confermano la dimensione della sfida: il budget della sicurezza globale è atteso in aumento da circa 0,4 trilioni di dollari l’anno nel 2020 ad oltre 1 trilione di dollari l’anno nel 2030, mentre l’impatto economico del cybercrime potrebbe passare da circa 1 trilione di dollari l’anno nel 2020 a 1 trilione di dollari al mese nel 2030. “Per questo Leonardo intende rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento come player di riferimento nella Global Security, coniugando leadership industriale, capacità di innovazione e sviluppo di soluzioni dual-use multidominio al servizio della sicurezza, della resilienza e della competitività dei sistemi Paese”, spiega il gruppo guidato da Roberto Cingolani.
Nel dettaglio, nel 2026 gli ordini sono attesi a 32 miliardi, rispetto ai 23,8 miliardi registrati nel 2025, mentre i ricavi dovrebbero raggiungere i 30 miliardi, rispetto ai 19,5 miliardi del 2025. L’Ebita è previsto a 3,59 miliardi, a fronte di 1,75 miliardi nel 2025, e il Free Operating Cash Flow dovrebbe arrivare a 2,06 miliardi di euro, rispetto a 1,01 miliardi nel 2025.
Nel periodo compreso tra il 2026 e il 2030 sono attesi ordini cumulati per 142 miliardi di euro, con un tasso medio annuo di crescita del 6,1 per cento rispetto al periodo 2025-2030, e ricavi cumulati pari a 126 miliardi di euro, con una crescita media annua del 9 per cento. Nello stesso arco temporale è prevista anche una forte espansione della redditività.
A livello divisionale da Michelangelo Dome (piattaforma per la protezione degli asset critici) sono attesi 21 miliardi di business e la divisione Aerostrutture dovrebbe tornare al breakeven nel 2028. Il gruppo sta studiano da tempo l’ingresso di un socio.
Entro il 2030 sono infine previsti 28mila nuovi ingressi in azienda.
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