McDonald’s cerca di invertire la crisi (il colosso del fast food ha perso il 31% in Borsa dall’inizio della guerra in Iran) cambiando ricetta e puntando sulla qualità e sul cibo più fresco e genuino. E in particolare sul pollo impanato a mano. Un progetto pilota che, ha annunciato McDonalds, a inizio 2027 sarà esteso a 200 ristoranti negli Usa e in Irlanda.
Una tentativo di sottrarre quote di mercato ai concorrenti e una sfida ambiziosa: quattro anni fa Burger King aveva lanciato un panino con pollo impanato a mano, che però era stato tolto dal menù perché la preparazione si era rivelata troppo complicata.
La sperimentazione
McDonald’s offre già pollo impanato a mano in 10.000 ristoranti in Asia e sta sfruttando quell’esperienza per condurre i test in altre regioni. Se il progetto avrà successo, il nuovo prodotto arriverà in altri 36.000 ristoranti.
Il pollo arriva nei ristoranti crudo, marinato e surgelato e richiede quindi un armadio ad hoc per lo scongelamento. Gli addetti devono poi immergere il pollo nella pastella e impanarlo in apposite postazioni di lavoro prima di trasferirlo nella friggitrice. I McNuggets, al contrario, arrivano già impanati, surgelati e parzialmente cotti: vengono semplicemente inseriti nelle friggitrici e poi serviti.
La sfida sarà non solo quella di ristrutturare i locali ricavando spazi adeguati, ma anche quella di non ridurre la velocità del servizio, uno dei cavalli di battagli di McDonald’s.
Il giro d’affari
Il pollo vale già circa 30 miliardi di dollari all’anno per la catena di hamburger. Con la nuova linea di prodotti impanati a mano, McDonald’s punta a far aumentare aumentare di 1,5 punti percentuali entro il 2030 la propria quota del mercato del pollo.
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