“Non lasciare che i tuoi cari usino ChatGPT“, è il messaggio lanciato su X dall’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, come commento a un post che metteva in relazione diretta il chatbot di OpenAI con il decesso di nove persone. La notizia è stata inizialmente pubblicata da DogeDesigner, un influencer del mondo delle criptovalute, senza fornire fonti verificabili a sostegno dell’affermazione. Di questi nove decessi, in cinque casi si tratterebbe di suicidi, dei quali ChatGPT sarebbe direttamente responsabile.
Non si è fatta attendere la risposta di Sam Altman, fondatore e ceo di OpenAI, che ha accusato Autopilot – il sistema di guida autonoma delle Tesla – di aver provocato la morte di cinquanta persone. Altman ha inoltre accusato Musk di aver cambiato più volte posizione sulla necessità di limitare gli strumenti di intelligenza artificiale.
OpenAI è stata fondata nel 2015 da Altman e Musk, allora co-presidenti. Nel 2018 Musk si è dimesso dal consiglio di amministrazione e da allora tra i due protagonisti globali della tecnologia non corre buon sangue. Musk ha intentato una causa contro OpenAI, accusandola di aver trasformato l’organizzazione in una struttura a scopo di lucro, tradendo la promessa originaria con cui era stata fondata. Ora Musk chiede a OpenAI 134 miliardi di dollari come risarcimento per l’investimento iniziale.
I suicidi
Un report della BBC, citato da Cryptopolitan, stima che lo 0,07% degli utenti di ChatGPT, nell’arco di una singola settimana, sviluppi segni di mania, psicosi e pensieri suicidari. La stessa OpenAI ha calcolato che lo 0,15% degli utenti intrattenga conversazioni a tema suicida con il chatbot.
Secondo l’accusa contenuta in una causa legale attualmente in corso contro OpenAI, il chatbot avrebbe peggiorato le allucinazioni di un utente, spingendolo a compiere un omicidio-suicidio. A intentare la causa sono stati i familiari della vittima – una donna di 83 anni del Connecticut -sostenendo che ChatGPT abbia amplificato i deliri paranoici del figlio, conducendolo al gesto estremo.
Distrazione di massa
La faida a colpi di lama sui social rappresenta un efficace diversivo per distogliere l’attenzione pubblica dalle controversie in cui sia xAI di Musk sia OpenAI di Altman sono attualmente impantanate. Grok, il chatbot di Musk integrato nella piattaforma X, è stato al centro nelle scorse settimane di numerose polemiche per aver inondato il social e il web di immagini di donne e bambini spogliati tramite intelligenza artificiale. Autopilot, dal canto suo, è stato associato a oltre 5.200 incidenti stradali, minandone seriamente l’affidabilità: secondo i dati richiamati da Altman, si parla di oltre cinquanta vittime.
Per OpenAI la questione riguarda invece l’enorme portata della propria responsabilità: quasi un miliardo di utenti e la sfida costante di bilanciare sicurezza e utilità. Stiamo parlando di questioni estremamente spinose, pronte a esplodere come bombe a orologeria per interrompere la corsa verso un’intelligenza artificiale generale.
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