Oracle ridurrà migliaia di posti di lavoro per privilegiare gli investimenti in intelligenza artificiale e data center. Le riduzioni potrebbero interessare diverse divisioni aziendali e partire già nel corso di questo mese. Parte dei tagli, secondo Bloomberg, riguarderebbe mansioni che l’azienda ritiene sempre meno necessarie proprio a causa dell’automazione. L’azienda sotto la guida del fondatore Larry Ellison ha avviato una delle più grandi delle espansioni delle sue infrastrutture di Data center al fine di sostenere i carichi di lavoro di clienti come OpenAi.
Il piano di riduzione del personale potrebbe avere dimensioni superiori ai consueti interventi di razionalizzazione effettuati periodicamente dall’azienda. In questi giorni, inoltre, Oracle avrebbe comunicato internamente l’intenzione di riesaminare molte delle posizioni aperte nella divisione cloud, rallentando o in alcuni casi sospendendo le assunzioni. L’azienda non ha voluto commentare. A fine maggio 2025 Oracle contava circa 162 mila dipendenti nel mondo. I piani di riorganizzazione, precisano le fonti, sono ancora in fase di definizione e potrebbero subire modifiche.
La strategia sull’intelligenza artificiale aveva inizialmente premiato il titolo in Borsa: nel 2024 le azioni Oracle sono salite del 61% e hanno guadagnato un ulteriore 20% lo scorso anno. Con l’aumento dei costi, tuttavia, il sentiment del mercato si è raffreddato e il titolo ha perso il 54% dal massimo raggiunto a settembre 2025 fino alla chiusura di mercoledì. Dopo la diffusione delle indiscrezioni, giovedì le azioni hanno ridotto i guadagni precedenti, arrivando a perdere fino all’1,5% a 150,12 dollari.
L’ondata di investimenti nell’intelligenza artificiale sta spingendo molte aziende tecnologiche a rivedere le spese e a ridurre i costi operativi. Microsoft ha tagliato circa 15 mila posti di lavoro lo scorso anno, citando l’aumento dei costi per data center e sviluppo di software basati sull’IA.
Già a settembre Oracle aveva segnalato in un documento regolatorio l’avvio della più ampia ristrutturazione della sua storia, con un costo stimato fino a 1,6 miliardi di dollari nell’esercizio fiscale in corso, che si chiuderà a maggio. La cifra, che include anche le indennità di uscita per i dipendenti coinvolti, supera nettamente quella dei precedenti piani di riorganizzazione. I risultati del terzo trimestre fiscale sono attesi per martedì.
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