Il colosso danese dei gioielli Pandora ha annunciato che inizierà a sostituire l’argento sterling con prodotti placcati in platino. Una mossa che nasce dalla volontà di proteggere i propri profitti dalle enormi oscillazioni del prezzo dell’argento, che nell’ultimo anno è stato oggetto di una frenesia speculativa che ne ha fatto schizzare le quotazioni a livelli record, rendendo il titolo di Pandora estremamente vulnerabile ai movimenti del mercato.
Capricci platino
Sebbene il platino costi molto più dell’argento per singola oncia, la tecnica della placcatura su una base di lega metallica permette a Pandora di utilizzarne quantità molto ridotte. In questo modo, il costo di produzione del gioiello finito diminuisce e i margini di guadagno dell’azienda diventano più stabili. La prospettiva ha convinto immediatamente gli investitori, tanto che dopo l’annuncio le azioni della società sono salite di oltre il 5 per cento. “Dobbiamo dissociare la performance dell’azienda e il valore delle azioni dalla materia prima. Siamo un marchio di gioielli, non un commerciante di argento”, ha spiegato l’amministratore delegato Berta de Pablos-Barbier
Il piano di transizione entrerà nel vivo nei prossimi mesi, con l’obiettivo di arrivare al 2027 con metà dell’assortimento convertito al platino, riducendo la quota dell’argento a solo un quarto dell’offerta complessiva. Un cambiamento radicale per un marchio che ha costruito la sua fortuna proprio sull’accessibilità dell’argento massiccio, ma che oggi si scontra con una realtà di consumi deboli e una fiducia degli acquirenti, soprattutto negli Stati Uniti, piuttosto fragile.
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