In un contesto internazionale complesso per il settore delle due ruote, per Piaggio Group il 2025 si chiude con ricavi in flessione ma una struttura industriale che conferma solidità e capacità di tenuta dei margini. Il gruppo italiano quotato a Milano ha registrato ricavi netti consolidati pari a 1,501 miliardi di euro, in diminuzione dell’11,7% rispetto agli 1,701 miliardi del 2024 (-9% a cambi costanti). La contrazione ha interessato tutte le principali aree geografiche e riflette soprattutto la debolezza del mercato europeo e statunitense, oltre alla flessione del segmento premium nell’area Asia-Pacifico.
“Il 2025 è stato sicuramente un anno complesso a livello mondiale, con fattori esogeni macroeconomici di non poco conto, quali i nuovi dazi commerciali, l’aumento del costo delle materie prime, e l’andamento delle valute internazionali, che hanno mostrato un marcato indice di volatilità. In questo contesto, il Gruppo Piaggio è riuscito comunque a consolidare marginalità interessanti, migliorando il gross margin percentuale rispetto all’anno precedente, attraverso processi sempre volti a migliorare la produttività aziendale”, ha dichiarato Michele Colaninno, ceo del Gruppo Piaggio.
Nel dettaglio, le vendite nell’area Emea e Americhe hanno segnato un calo del 10,5%, mentre l’Asia Pacifico ha registrato una diminuzione del 14% (-8,4% a cambi costanti). In India, uno dei mercati storicamente più importanti per il gruppo, la flessione è stata del 14% (-6,6% a cambi costanti).
Nonostante la riduzione dei ricavi, Piaggio ha mantenuto una buona redditività industriale. Il margine lordo industriale si è attestato a 457,6 milioni di euro, rispetto ai 497,1 milioni del 2024, con un’incidenza sul fatturato salita al 30,5%, dal 29,2% dell’anno precedente. Un dato che conferma la capacità del gruppo di difendere la redditività industriale anche in una fase di mercato meno favorevole.
“La gestione dei flussi di cassa rimane uno degli elementi fondamentali per poter essere sempre
flessibili su tutti i mercati, considerata la complicata analisi degli eventi contingenti. L’incremento degli ammortamenti nell’anno è sostanzialmente la conseguenza dell’avvio della produzione delle motorizzazioni elettriche imposte dal Green Deal europeo. Gli investimenti nei siti produttivi stanno procedendo secondo i piani, e questo ci consente di poter allocare le produzioni in modo da poter seguire i diversi mercati in modo efficiente”, ha aggiunto il ceo in una nota.
L’Ebitda– cioè il risultato operativo prima di ammortamenti, interessi e imposte, indicatore della redditività operativa – è stato pari a 250,8 milioni di euro, in calo rispetto ai 286,7 milioni del 2024. L’Ebitda margin, ovvero la quota di ricavi che si trasforma in risultato operativo, si è attestato al 16,7%, sostanzialmente in linea con il 16,9% registrato l’anno precedente.
Più marcata la flessione del risultato operativo (Ebit), che scende a 101,2 milioni di euro dai 147,7 milioni del 2024, con un margine del 6,7% rispetto all’8,7% dell’anno precedente. Il risultato netto dell’esercizio è stato pari a 34 milioni di euro, in calo del 49,4% rispetto ai 67,2 milioni registrati nel 2024.
Sul fronte finanziario, l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2025 si attesta a 577,6 milioni di euro, rispetto ai 534 milioni dell’anno precedente. L’incremento riflette principalmente la riduzione del debito commerciale.
Nel corso dell’anno il gruppo ha realizzato investimenti per 140,6 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 182,7 milioni del 2024, mantenendo comunque un impegno rilevante nello sviluppo industriale e tecnologico.
Il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea di non distribuire un saldo sul dividendo, oltre all’acconto di 4 centesimi per azione già pagato il 24 settembre 2025. Il dividendo complessivo relativo all’esercizio 2025 ammonta quindi a 14,1 milioni di euro.
Il CdA ha inoltre deliberato di sottoporre all’assemblea l’autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie, insieme alla proposta di annullamento di 2.285.007 azioni proprie attualmente in portafoglio, pari allo 0,6443% del capitale sociale, senza modificare l’ammontare del capitale.
“Nonostante sia ancora complicato fare delle precise previsioni riguardo al futuro prossimo, sono confermate le strategie di prodotto di lungo periodo nella mobilità leggera delle due ruote, nei veicoli commerciali e nella robotica avanzata che, con impegno, coniughino sviluppo e innovazione, marcando sempre di più la forza e il valore dei nostri marchi nei diversi mercati, per consolidare ulteriormente il nostro ruolo tra i principali leader di mercato a livello mondiale”, ha concluso Colaninno.
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