Giornata negativa per Pop Mart, l’azienda cinese produttrice dei Labubu, che venerdì ha lasciato sul terreno il 3,8%, scivolando a 147,8 dollari di Hong Kong e toccando in seduta i minimi da inizio aprile. A pesare sul titolo è stata la trimestrale, giudicata deludente dagli investitori.
I numeri, letti da vicino, raccontano di una crescita che rallenta: il fatturato del primo semestre 2026 sale del 23,8% a 17,17 miliardi di RMB, ma l’utile netto tiene un passo molto più contenuto (+10,1%, a 5,04 miliardi di RMB), lontanissimo dai ritmi a tre cifre a cui l’azienda aveva abituato il mercato nel 2025. Si restringe anche la marginalità: il margine lordo scende al 69,7%, sotto la soglia del 70% toccata un anno prima, segnale di costi sempre più difficili da assorbire.
Non ha aiutato il commento dell’amministratore delegato Wang Ning, che in conference call ha di fatto anticipato la mancata realizzazione dell’obiettivo, fissato a inizio anno, di una crescita annua del fatturato del 20%, parlando apertamente di una fase di aggiustamento per l’azienda.
Anche l’utile per azione ha deluso: nel primo semestre si è fermato a circa 6,87 dollari di Hong Kong, ben al di sotto della stima media degli analisti, pari a circa 7,66. Questo divario ha contribuito ad alimentare ulteriormente le vendite sul titolo. Un altro segnale negativo arriva dai mercati esteri, finora il principale motore di crescita dell’azienda: nelle Americhe il fatturato è infatti calato del 16,5% su base annua, scendendo a 1,89 miliardi di RMB.
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