Scoppia la guerra fra piattaforme streaming e reti tv contro i produttori di assistenti virtuali e smart tv, già finite sotto il faro perché rischiano di diventare un Cavallo di Troia per far entrare gli hacker nei nostri salotti, come ha dimostrato un’inchiesta di Moneta.
I firmatari
L’Association of Commercial Television and Video on Demand Services in Europe (Act) – fra i cui membri ci sono Canal+, RTtl Mediaset, ITV, Paramount+, NBCUniversal, Walt Disney, Warner Bros Discovery, Sky eTF1 Groupe – ha chiesto alla Commissione europea una stretta su produttori di smart tv e assistenti virtuali di Google, Apple, Samsung e Amazon perché sarebbero in grado di condizionare le scelte dei consumatori violando la concorrenza. Per questo è stato chiesto che vengano considerati gatekeeper ai sensi del Digital Markets Act (Dma).
Cosa sono i gatekeeper
I gatekeeper sono grandi piattaforme digitali (come Google, Meta, Bytedance e Microsoft) che controllano l’accesso al mercato digitale, agendo da intermediari tra imprese e utenti finali. Il Dma impone loro obblighi più severi per favorire la concorrenza e limitare l’abuso di posizione dominante. Ai gatekeeper è vietato favorire i propri servizi rispetto a quelli dei concorrenti, devono permettere agli utenti di disinstallare app preinstallate, consentire l’installazione di app store di terze parti e garantire l’interoperabilità dei loro servizi.
Fra i requisiti per identificarli, almeno 45 milioni di utenti attivi mensili nell’Ue e oltre 10.000 utenti commerciali attivi annuali, un fatturato annuo 7,5 miliardi di euro nell’Ue o una capitalizzazione di mercato
75 miliardi di euro e una posizione consolidata e duratura per almeno 3 anni.
Il giro d’affari
Secondo uno studio presentato dalla Act, Android Tv ha aumentato la propria quota di mercato dal 16% al 23% tra il 2019 e il 2024, Amazon Fire Os è passato dal 5% al 12% nello stesso periodo, mentre Tizen Os di Samsung ha raggiunto una quota del 24%.
Finora nessun assistente virtuale – fra cui i più famosi sono Siri di Apple e Alexa di Amazon – è mai stato designato come gatekeeper dall’Ue.
La lettera
“Un numero limitato di operatori sta acquisendo una crescente capacità di influenzare gli esiti per milioni di utenti e imprese, controllando l’accesso al pubblico e la distribuzione dei contenuti”, ha scritto Act in una lettera al commissario alla Concorrenza Teresa Ribera, visionata da Reuters. Si tratta del primo attacco pubblico delle emittenti contro Big Tech su questo tema.
“È fondamentale che la Commissione designi i principali sistemi operativi per smart tv come gatekeeper e garantisca una supervisione adeguata per assicurare equità e contendibilità del mercato”, hanno agiunto le emittenti.
Secondo il gruppo, i colossi tech potrebbero avere incentivi a trattenere gli utenti all’interno del proprio ecosistema e a limitare il collegamento o il passaggio da un’applicazione media a un’altra.
Vuoto normativo
“La mancata designazione degli assistenti virtuali crea un vuoto normativo, consentendo a potenti assistenti basati sull’Ia di diventare gatekeeper di fatto per i contenuti media attraverso telefoni cellulari, smart speaker e sistemi di infotainment radio nelle automobili, senza essere soggetti agli obblighi del Dma”, hanno dichiarato le emittenti.
Secondo l’Associazione, Bruxelles dovrebbe procede alla designazione basandosi su criteri qualitativi anche se non vengono soddisfatti quelli quantitativi.
Tra i firmatari della lettera ci sono anche la Association of European Radios (Aer), la European Broadcasting Union (Ebu), l’associazione europea delle concessionarie di pubblicità televisiva e radiofonica (Egta), Confindustria Radio Televisioni (Crtv), Televisión Comercial en Abierto (Uteca) e Verband Österreichischer Privatsender (Vop).
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