Accelera l’addio alle connessioni in rame (Adsl) e connessioni in fibra mista rame (Fttc), mentre cresce la fibra. Gli ultimi dati pubblicati a inizio 2026 confermano un’accelerazione del trend che porterà alla progressiva dismissione della rete in rame. A favorire questo processo entra in gioco anche il fattore prezzo, con fibra FTTH e FWA che costano meno della FTTC, come rivelano i dati dell’Osservatorio Segugio.it. che ha analizzato le ultime rilevazioni Agcom e le offerte disponibili oggi sul mercato.
A confermare un progressivo “addio al rame” sono due fattori distinti. Da una parte, infatti, il numero di accessi è in costante calo (a vantaggio delle già citate fibra FTTH e FWA). Dall’altra, sempre più operatori hanno scelto di abbandonare l’ADSL, proponendo offerte solo con altre tecnologie.
Come confermano i dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni (N.4/2025, con dati aggiornati a settembre 2025) di AGCOM, le linee in rame rappresentano solo l’11,8% del totale degli accessi da rete fissa con un calo 3,1 punti rispetto al 2024 e di 17,3 punti rispetto al 2021. Netto calo anche per la FTTC (fibra mista rame), con una quota del 41,6% degli accessi e un calo di 3,8 punti rispetto al 2024 e di 7,9 punti rispetto al 2021. Complessivamente, le connessioni in rame hanno perso 6,9 punti di quota di mercato rispetto al 2024 e 25,2 punti rispetto al 2021.
Un ulteriore dato che conferma l’addio all’ADSL è la netta riduzione del numero di offerte e di operatori che includono in listino almeno un’offerta con connessione esclusivamente in rame. Al momento, infatti,
solo il 28% degli operatori continua a proporre l’ADSL tra le tecnologie di connessione disponibili per i nuovi clienti.

Come evidenziato anche da precedenti rilevazioni dell’Osservatorio, in Italia continua a esserci un problema legato al ridotto tasso di adozione della fibra ottica.
A livello nazionale, il 77,19% delle famiglie risulta essere raggiunto dalla rete FTTH, con un incremento di 1,19 punti (pari a circa 250 mila famiglie) rispetto al trimestre precedente e con ben 8 regioni italiane al di sopra della media nazionale (in Sicilia, prima regione italiana per diffusione, si arriva all’89%). Nonostante più di due terzi delle famiglie italiane siano raggiunte dalla fibra, al momento, la diffusione della FTTH resta ridotta a un terzo degli accessi da rete fissa. La quota di mercato della fibra, infatti, è ferma a 32,9%, ma con un incremento di 5,9 punti rispetto al 2024.
I costi
Cambiare tecnologia di connessione, per passare a una migliore (dalla FTTC alla FTTH oppure dall’ADSL alla FWA ad esempio), offre un doppio vantaggio. Oltre al passo in avanti in termini di esperienza d’uso, c’è la questione prezzo. La spesa media mensile, per il primo anno di abbonamento, delle offerte FTTH e delle offerte FWA è più bassa rispetto al costo medio da sostenere per un abbonamento FTTC oppure ADSL.

Il caso più esemplificativo riguarda il passaggio dall’ADSL alla FWA. Ipotizziamo il caso di una linea fissa situata in un piccolo comune dove la fibra FTTH e la fibra FTTC non sono disponibili. In questa situazione, il titolare della linea in questione può scegliere di attivare un abbonamento ADSL oppure può passare alla FWA. Optando per l’offerta wireless e rinunciando all’ADSL, il risparmio medio sul primo anno è di 46,68 euro e si somma alla comodità di poter sfruttare una connessione più veloce e reattiva.
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