Dopo il calo di Bitcoin alla fine dell’anno, adesso la regina delle criptovalute è scambiata a 92.733 dollari, prosegue la sua ripresa dopo settimane sotto i 90.000 dollari. Nei mesi passati dopo aver toccato il suo massimo storico oltre 126 mila dollari e aver forti cali subito dopo, il prezzo del Bitcoin è ancora incentro. Secondo CNBC il prezzo potrebbe scendere fino a 75.000 dollari oppure arrivare a toccare i 225.000 dollari.
Adesso il prossimo step è tenere botta davanti a una prova decisiva, domani infatti ci sarà la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sui dazi imposti dal presidente Trump. Un esito positivo potrebbe costringere il Tesoro a rimborsare tra chi importa merci negli Stati Uniti tra i 133 e i 140 miliardi di dollari, innescando volatilità nei mercati delle criptovalute, delle azioni e delle obbligazioni. Il caso ha al centro il presunto abuso di potere esercitato da Donald Trump nell’imposizione delle tariffe doganali. Polymarket la probabilità che i dazi siano confermati è del 22%. Bitcoin è altamente sensibile sensibile agli shock macroeconomici e politici e per questo motivo molti analisti temono che possa subire forti oscillazioni di prezzo. La sentenza potrebbe avere conseguenza ampie in generale su tutto il commercio e sull’inflazione. Le modifiche tariffarie potrebbero avere un impatto sui costi di importazione, sui margini aziendali e sulla liquidità disponibile per le piattaforme di finanza decentralizzata e gli asset tokenizzati che si basano sui flussi di capitali internazionali.
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