Nuova fiammata del petrolio e mercati azionari sotto pressione dopo che nel weekend i negoziati tra Usa e Iran non hanno portato a nessun accordo e il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato il blocco navale dello Stretto di Hormuz a partire da oggi.
Ieri Trump ha infatti annunciato il blocco navale dello Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto delle esportazioni mondiali di petrolio e gnl. Il blocco riguarderà tutte le navi in entrata e uscita dai porti iraniani. La mossa è stata bollata da Teheran come pirateria. “Godetevi gli attuali prezzi alla pompa. Con il cosiddetto ‘blocco’, presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone”, ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.
“Le dinamiche del conflitto sono cambiate ancora una volta con l’annunciato blocco statunitense dello Stretto di Hormuz, che mira a spostare i flussi commerciali fuori dal controllo iraniano”, commenta Norbert Rücker, Head Economics and Next Generation Research di Julius Baer che per il momento continua a vedere i prezzi di petrolio e gas nella fase di picco di un rialzo temporaneo ma molto marcato.
Balzo del petrolio, Milano soffre. Bene Eni e Poste
A metà giornata il petrolio segna un balzo di oltre il 7% con Brent risalito sopra il muro dei 100 dollari al barile (+7,4% a 102,2 dollari). Giù invece l’oro che cede l’1% circa a 4.740 dollari l’oncia.
Sull’azionario prevale la prudenza con i futures statunitensi che preannunciano un avvio negativo. In Piazza Affari l’indice Ftse Mib cede lo 0,77% a 47.243 punti e spread Btp-Bund in allargamento in area 80 pb. Tra i singoli titoli a soffrire di più sono Brunello Cucinelli (-3,7%), Stellantis (-2,6%), Buzzi (-2,2%) e Moncler (-2,2%). In rialzo invece Leonardo (+1,2%), così come i titoli oil (Eni +1,06% e Saipem +0,6%). In prima fila anche Poste Italiane (+0,9%) con Bank of America che ha alzato la raccomandazione sul titolo a Buy con target salito a 28,8 euro.
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