Allarme di Flavio Cattaneo, ad di Enel, sull’energia: “La domanda energetica cresce in tutto il mondo e nel futuro il problema potrebbe non essere più il prezzo, ma avere o non avere energia, soprattutto per un Paese ‘corto’ come l’Italia, che produce meno energia di quanta ne consumi ed è costretta a importarne circa il 16%. La Spagna, al contrario, produce il 15% in più del proprio fabbisogno e lo esporta”, ha detto il manager durante l’evento Accendere il futuro. L’Italia e la sfida della transizione energetica.
L’Iea
Secondo Cattaneo “nei prossimi anni la domanda crescerà, trainata da usi domestici e industriali, mobilità elettrica, data center e diffusione dell’AI, che richiede molta energia. Secondo l’Iea, in dieci anni i consumi aumenteranno del 40% nel mondo e del 20% in Italia. L’energia diventerà quindi sempre più strategica e i Paesi europei tenderanno a esportarne meno per coprire la domanda interna. Pensate che la stessa Enel non è più monopolista da tempo e oggi produce solo il 10% della domanda nazionale”.
L’idroelettrico in panne
Secondo Cattaneo, “è necessario un grande piano di produzione di energia in Italia, innanzitutto attraverso lo sviluppo di rinnovabili, sbloccando e rendendone più semplici le autorizzazioni. Proprio per favorire l’accettazione e una migliore integrazione col paesaggio dell’eolico abbiamo lanciato il concorso WinDesign”. Secondo Cattaneo “occorre poi agire sul repowering dell’idroelettrico bloccato dall’incertezza sulle concessioni, un unicum in Europa, e investire in nuove tecnologie di accumulo”. Infine, “alle rinnovabili andrebbe affiancata una produzione programmabile a zero emissioni, come il nucleare di nuova generazione. Parliamo di impianti delle dimensioni di capannoni, è bene ricordarlo, quindi con impatto molto minore rispetto alle tecnologie tradizionali. Un mix più equilibrato ci permetterebbe di ridurre la dipendenza dall’estero, contenere i costi dell’energia e gestire in sicurezza e autonomia l’aumento della domanda”, ha concluso.
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