Eni riorganizza raffinerie, depositi e oleodotti e lancia una nuova società ad hoc: Eni Industrial Evolution. L’obiettivo del gruppo guidato da Claudio Descalzi è quello di gestire gli asset tradizionali in Europa e Medio Oriente avviandoli alla trasformazione industriale, anche in ottica di economia circolare. E per guidare e presiedere la nuova impresa è stato scelto Umberto Carrara.
La dote della newco comprende le raffinerie di Sannazzaro dè Burgondi (Pavia) e di Taranto, la partecipazione nella jv della Raffineria di Milazzo e la raffineria di Livorno, lo stabilimento di Robassomero, il Centro Ricerche Sud di San Filippo del Mela, gli asset di logistica primaria, ovvero i depositi e oleodotti, e le partecipazioni in Ecofuel e Costiero Gas Livorno Spa.
Nel dettaglio Sannazzaro de’ Burgondi ha una capacità produttiva fino a 11 milioni di tonnellate annue di prodotti petroliferi ed è in corso un progetto di bioraffineria da 550 mila tonnellate all’anno; Taranto ha una capacità di lavorazione di 6,5 milioni di tonnellate annue di greggio, proveniente per circa il 60% dalla Val D’Agri, in Basilicata; Milazzo ha una capacità di lavorazione di circa 10 milioni di tonnellate l’anno e Livorno è stata autorizzata a trasformarsi in bioraffineria e si prevede che i lavori per la conversione saranno completati entro fine anno, con una capacità di lavorazione di 500 mila tonnellate all’anno per la produzione di HVO diesel.
All’estero
All’estero Eni ha poi due progetti: la bioraffineria di Pengerang, in Malesia, in joint venture con Petronas e Euglena, che si prevede sarà operativa dal 2028, e la bioraffineria di Daesan, in Corea del Sud; in joint venture con LG Chem, prevista nel 2027.
L’operazione “che implica l’ottimizzazione della gestione e la semplificazione e accelerazione dei processi che caratterizzano i business coinvolti – spiega una nota – si inserisce nell’ambito della strategia di Eni volta ad assicurare un’offerta energetica completamente decarbonizzata sia nei processi produttivi, sia ai consumatori, cogliendo le opportunità e le prospettive di crescita offerte dalla transizione energetica”, siega una nota.
Eni svilupperà dunque nuove filiere all’insegna della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Materie prime
“Le attività di lavorazione di materie prime e semilavorati nelle raffinerie, nonché di ricezione, movimentazione, stoccaggio e riconsegna di prodotti nelle raffinerie e nei depositi, saranno garantite da contratti tra Eni e Eni Industrial Evolution, a cui saranno volturate le licenze e autorizzazioni, incluse quelle doganali”, aggiunge il gruppo.
Complessivamente, in Eie confluiranno circa duemila lavoratori. A differenze delle altre attività scorporate in passato dal gruppo (che sono definiti satelliti) per Eie al momento non sarebbe prevista la cessione di una quota di minoranza.
Al di fuori del perimetro di Enilive e di quello di Eie in Italia è rimasta la raffineria di Priolo (Siracusa), che fa capo al gruppo Eni e su cui sono in corso gli iter di autorizzazione per la trasformazione in bioraffineria. Il completamento della bioraffineria è previsto nel 2028.
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