Una piccola quotata a Piazza Affari sta provando a ritagliarsi uno spazio nella medicina del futuro. Si chiama Helyx Industries e opera nel settore della genetica e diagnostica molecolare. I numeri, per ora, sono minuscoli: pochi milioni di fatturato e bilancio ancora in rosso. Ma il campo in cui opera vale miliardi e cresce rapidamente. Una scommessa interessante o un titolo ancora troppo acerbo? «Helyx non è ancora un’azienda matura, ma una storia di crescita. – risponde Marco Opipari, responsabile equity research di Websim Corporate (Intermonte) – Chi investe oggi non compra ritorni immediati, ma potenziale di crescita».
Chi è e cosa fa Helyx
L’obiettivo di Helyx Industries è rendere l’analisi genetica più semplice, rapida e accessibile, anche fuori dai grandi laboratori specialistici. Qualche esempio pratico per intenderci: in Africa fornisce test rapidi per la malaria che consentono di raccogliere dati sul campo in tempo reale; oppure nell’ambito della prevenzione del tumore del collo dell’utero qui in Italia mette a disposizione un dispositivo di auto-prelievo per il test Hpv.
Dietro queste applicazioni c’è una struttura organizzata in tre divisioni. La prima è Hyris, sostanzialmente una diagnostica portatile. Avete presente i tamponi nasali del Covid? Ecco, questa unità sviluppa dispositivi portatili ed economici che analizzano campioni biologici per individuare la presenza di virus, batteri o altri patogeni, favorendo così quella che viene definita una diagnostica diffusa. Il mercato globale di questo segmento valeva circa 16 miliardi di euro nel 2024 e continua a crescere con tassi annui superiori all’8%. La seconda divisione (Vytro) lavora invece sui kit reagenti utilizzati nei test genetici, mentre la terza divisione, anche la più recente e la più promettente, si chiama Mytho ed è dedicata al Next Generation Sequencing, cioè al sequenziamento genetico avanzato, che permette di analizzare simultaneamente milioni di frammenti di Dna. Fondamentale per la medicina personalizzata e per lo sviluppo della genomica clinica, è uno dei mercati più dinamici della biotecnologia: entro il 2030 il settore europeo del sequenziamento genetico potrebbe arrivare a circa 14,7 miliardi di dollari, con tassi di crescita annui superiori al 20%.
L’ingresso in questo segmento ha già avuto un effetto visibile sui numeri della società. Secondo i dati preliminari del 2025, diffusi solo qualche settimana fa, i ricavi sono saliti del 90% intorno ai 2 milioni di euro. Di questi 2 milioni, circa il 60% proviene proprio dalla nuova divisione Mytho, che in pochi mesi è diventata il principale contributore alle vendite del gruppo. Per il 2026 i ricavi sono attesi tra i 3,2 e i 3,5 milioni di euro, e alcune stime elaborate dagli analisti di Websim Corporate ipotizzano che il fatturato possa arrivare intorno ai 13 milioni entro il 2030. Numeri ancora piccoli, ma caratterizzati da tassi di crescita molto elevati.
La difficoltà principale resta ancora la redditività. Come molte aziende biotech in fase iniziale, Helyx sta ancora investendo pesantemente nello sviluppo tecnologico e commerciale. E così, l’Ebitda del 2025 è negativo per circa 1,4 milioni di euro, anche se in netto miglioramento rispetto alla perdita di 2,69 milioni registrata nel 2024. La guidance per il 2026 indica un ulteriore miglioramento, con una perdita compresa tra 600mila e 400mila euro. Se questa traiettoria verrà confermata, il pareggio di bilancio potrebbe arrivare nel 2027. Il percorso però richiede ancora risorse finanziarie. La società ha già effettuato aumenti di capitale negli ultimi anni e potrebbe averne bisogno ancora nel breve periodo.
Il titolo in Piazza Affari
In Borsa il titolo è quotato sul segmento Euronext Growth Milan, il listino dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale. Negli ultimi dodici mesi la performance è stata debole, con un calo di quasi il 10%. Secondo gli analisti di Websim Corporate, però, il titolo nasconde un forte potenziale, tant’è che viene valutato con una raccomandazione di acquisto (rating buy) e un prezzo obiettivo di 1,49 euro, che ipotizza un possibile rialzo di oltre il 100% rispetto alla quotazione in area 0,7 euro.
Oltre al posizionamento in uno dei settori a più alta crescita, a convincere gli analisti della sim milanese sono anche le tecnologie proprietarie e i nove brevetti internazionali, una possibile espansione tramite acquisizioni o addirittura una futura vendita della società a un grande gruppo del settore. «Il premio speculativo è giustificato dal fatto che in questo comparto i grandi gruppi sono alla costante ricerca di piccole aziende innovative da acquistare, accelerandone in modo sostanziale il processo di sviluppo e penetrazione del mercato», sottolinea Opipari.
Resta però il rovescio della medaglia, ovvero i possibili rischi. Helyx Industries è ancora una società molto piccola, con la necessità di continuare a investire per crescere, ricorrendo ancora ad aumenti di capitale. E «l’ambiente attuale non è dei migliori per raccogliere capitale di rischio», osserva l’analista, indicando il contesto odierno movimentato da forti tensioni geopolitiche come un fattore negativo in questa fase.
Insomma, chi investe oggi nel titolo non è per avere ritorni immediati o dividendi costanti, ma perché è convinto di una storia di sviluppo interessante da cogliere ora che le quotazioni sono ancora attraenti. Insomma, una scommessa italiana sul futuro della diagnostica genetica.
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