Quale sarà l’impatto della guerra in Iran sulle banche europee? Per ora secondo Pedro Machado, membro del Consiglio di vigilanza della Bce, l’impatto diretto è limitato, ma c’è il pericolo di un indebolimento generale dell’economia dell’area euro che si ripercuoterebbe anche sul credito.
In un’intervista a Reuters, Pedro Machado ha spiegato che l’esposizione diretta delle banche della zona euro verso Iran e Israele è ridotta rispetto alla loro capacità di assorbire perdite, pari allo 0,7% del capitale di base per attività come i prestiti e allo 0,6% per passività come le obbligazioni bancarie.
“Anche includendo i Paesi limitrofi, le esposizioni sono piuttosto contenute, rappresentando poco meno dell’1% del totale degli attivi degli enti vigilati”, ha affermato nell’intervista. Le grandi banche della zona euro hanno attività per un valore di 27,8 trilioni di euro (32,32 trilioni di dollari), secondo gli ultimi dati della Bce, quindi l’1% di tale cifra equivale a 278 miliardi di euro. Machado non ha però quantificato l’esposizione delle singole banche.
Il rischio più rilevante, però, risiede in un eventuale nuovo aumento dei prezzi energetici, visto anche il blocco dello stretto di Hormuz, che alimenti l’inflazione e provochi una crisi economica.
“A lungo termine, se i prezzi dell’energia aumentano, potremmo avere un picco inflazionistico con potenziali effetti recessivi sull’attività economica”, ha dichiarato Machado. “E questo si traduce in un impatto potenziale sulla disoccupazione, che è una variabile molto importante per le banche.”
Leggi anche:
Iran e crisi del petrolio, perché le rotte alternative a Hormuz non funzionano
Guerra Iran: in arrivo stangata su bollette e benzina con fiammata petrolio e gas
© Riproduzione riservata