La banca centrale indiana, Reserve Bank of India (RBI), ha proposto alle banche centrali dei paesi facenti parte dell’alleanza Brics di creare un sistema che colleghi le valute digitali emesse dalle banche centrali dei vari paesi, al fine di semplificare le transazioni commerciali internazionali. Il sistema permetterebbe di non dover più passare attraverso il dollaro statunitense per i pagamenti, riducendo i rischi geopolitici associati al mantenimento dei rapporti con gli Usa dall’inizio del secondo mandato di Trump. Tra i Brics ci sono Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Tutti Stati che hanno ottimi motivi per tentare un distacco dagli Stati Uniti. Non a caso, Trump, come ricorda Reuters, ha da poco affermato che l’alleanza Brics è antiamericana, minacciando ulteriori dazi.
Al momento, in pochi fra i Brics hanno una propria valuta digitale, ma tutti hanno lanciato progetti pilota per non rimanere indietro nella corsa alla virtualizzazione della finanza. Al contrario, l’India ha lanciato l’e-rupee, che dal suo lancio nel 2022 ha raccolto 7 milioni di utenti e la Cina sta lavorando per fare lo stesso con lo yuan digitale. I precedenti tentativi di Russia e India di incrementare gli scambi commerciali nelle rispettive valute locali si sono scontrati con ostacoli: la Russia ha accumulato ingenti riserve di rupie indiane, per le quali ha trovato un utilizzo limitato, spingendo la banca centrale indiana a consentire l’investimento di tali riserve in obbligazioni locali.
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