Il 2025 ha segnato segna un punto di svolta per il mercato delle fusioni e acquisizioni, che torna a correre dopo un periodo di cautela. Secondo l’ultimo report di Mergermarket, il settore ha ritrovato vigore grazie a una serie di mega-operazioni che hanno ridisegnato gli equilibri della finanza globale. In questo scenario di rinnovata dinamicità, le grandi banche d’affari americane hanno consolidato il loro ruolo di pivot, con Goldman Sachs che svetta per valore complessivo delle operazioni, seguita a breve distanza da competitor che hanno mostrato una resilienza e una capacità di esecuzione altrettanto significativa.
La sfida al vertice: volumi e strategie a confronto
La classifica globale per valore vede Goldman Sachs confermarsi al primo posto, gestendo transazioni per un totale di circa 1.700 miliardi di dollari, con un incremento del 38,9% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il panorama dell’advisory finanziaria non è un monologo. JP Morgan ha mantenuto una pressione altissima sui mercati, posizionandosi stabilmente al secondo posto con oltre 1.300 miliardi di dollari, segnando una crescita del 34,7%. Questa competizione al vertice tra i due colossi riflette un mercato in cui la capacità di strutturare operazioni complesse è tornata a essere il principale driver di crescita.
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Un segnale di particolare vivacità arriva anche da Morgan Stanley, che ha difeso con vigore la terza posizione globale gestendo oltre mille miliardi di dollari in valore. È interessante notare come, nonostante la concentrazione di valore nei primi tre player, il numero di operazioni sia distribuito in modo capillare: se Goldman Sachs ha chiuso l’anno con 515 deal, JP Morgan ha mostrato una capillarità operativa simile, a dimostrazione di come le grandi istituzioni stiano presidiando non solo i deal multimiliardari, ma anche le operazioni strategiche di medie dimensioni.
Dinamiche regionali: l’Europa e il balzo di Citi
Spostando lo sguardo sul mercato europeo (EMEA), la gerarchia si conferma solida ma vede l’emergere di performance degne di nota. Goldman Sachs guida la regione con circa 600 miliardi di dollari di volume d’affari, ma è tallonata da JP Morgan, che in Europa ha saputo intercettare flussi finanziari per oltre 520 miliardi. In questo contesto, spicca la progressione di Citi, che ha scalato posizioni nel ranking europeo posizionandosi al terzo posto per valore, con un incremento del 22% rispetto al 2024. Questo dinamismo indica che, nonostante il primato resti saldamente nelle mani dei leader storici, lo spazio per l’espansione delle quote di mercato rimane aperto per chi sa interpretare le nuove esigenze di consolidamento industriale nel Vecchio Continente.
Analisi e prospettive di un mercato in evoluzione
La solidità di questi risultati poggia su una metodologia di rilevazione estremamente selettiva. Mergermarket, infatti, considera solo le transazioni che superano il 5% di partecipazione o un valore minimo di 50 milioni di dollari, garantendo che le classifiche riflettano operazioni di reale impatto economico. In definitiva, se i numeri del 2025 premiano la strategia e la capillarità di Goldman Sachs, l’analisi complessiva rivela un settore in salute dove la competizione tra i primi cinque istituti al mondo sta spingendo l’intero mercato verso nuovi record di efficienza e valore.
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