Tengono le esportazioni del comparto tessile-abbigliamento italiano, che nel 2025 si sono attestate a 36,9 miliardi di euro, in lieve flessione (-1,6%), mentre le importazioni sono cresciute a 26,5 miliardi di euro (+2,4%). La Francia si conferma primo partner commerciale con 4,7 miliardi di euro (+0,7%), seguita dalla Germania (3,6 miliardi, stabile) e dagli Stati Uniti (2,9 miliardi, +0,8%). Più critica, invece, la dinamica nei mercati asiatici, dove si registra una contrazione significativa delle esportazioni: la Cina segna un calo dell’11,9%, Hong Kong del 6,6% e la Corea del Sud del 16,3%.
Sul fronte opposto, le importazioni mostrano una crescita, trainata soprattutto dai Paesi extra Ue, che rappresentano ormai oltre i due terzi dei volumi complessivi. La Cina si conferma primo fornitore con 4,6 miliardi di euro (+8,0%), seguita da una serie di Paesi asiatici in forte espansione: Bangladesh (+5,8%), India (+3,9%), ma soprattutto Vietnam (+24,0%) e Cambogia (+26,0%), che registrano gli incrementi più marcati. Il saldo commerciale del settore resta positivo, ma in contrazione.
“Il 2025 mostra una tenuta dei nostri mercati di riferimento, in Europa e negli Stati Uniti, ma anche una preoccupante crescita delle importazioni, soprattutto dall’Asia in particolare relative all’ultra fast-fashion – ha detto il presidente di Confindustria Moda, Luca Sburlati – È un segnale chiaro di pressione competitiva che impone di rafforzare la presenza internazionale e sostenere la filiera con politiche adeguate in particolare nuovi accordi di libero scambio come quelli con il Mercosur, l’Australia e, con misure di tutela , con l’India”.
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