Aziende di software sempre più in crisi a causa dei progressi dell’intelligenza artificiale. Prese di mira dai controlli degli istituti di credito, negli Statti Uniti molte delle società del settore hanno sospeso o rinviato le raccolte fondi, dal momento che gli investitori iniziano a credere che l’avanzamento dell’automazione le porterà al collasso.
Le preoccupazioni si sono riflesse nel mercato dei prestiti: gli spread su queste aziende si sono alzati. Il mercato teme che l’IA possa rendere obsoleti i software attuali, come sembrano dimostrare i due nuovi lanci di Athropic e OpenAi: due nuovi chatbot con una capacità estremamente avanzata di scrivere il codice di programmazione di app e siti. Per questo gli investitori temono una caduta di queste società, i cui ricavi a breve potrebbero non essere più garantiti. E se gli spread sulle aziende di software si alzano, significa che aumenta il rischio percepito dai mercati che tali realtà non riescano a ripagare i propri debiti. Nervosismo che ha travolto anche Blue Owl, la cui decisione di vendere 1,4 miliardi di dollari di asset per restituire liquidità agli investitori è stata interpretata come un segnale di paura e di difesa. Il mercato ha reagito vendendo le azioni per la paura che la società temendo che la società stia cercando di uscire dal settore prima che la situazione peggiori ulteriormente
Le aziende di software hanno momentaneamente subito lo stop dei prestiti con leva, cioè prestiti ad aziende che si sono già indebitate. Secondo un rapporto di Moody’s molte aziende di software hanno preso prestiti anni fa che scadono nel 2026, e solitamente un’azienda per ripagare i debiti emette nuovo debito per ripagare quello vecchio. Ma se nel 2026 il mercato sarà ancora così impaurito dalle conseguenze dell’IA sul settore, le banche non concederanno nuove cessioni a queste aziende se non a tassi altissimi. Questo espone ampiamente al fallimento.
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