Piazza Affari in moderato rialzo, con gli operatori che restano cauti in attesa di avere maggiore chiarezza su diversi temi: dazi al Canada, possibile aumento tensioni Usa-Iran, decisione Fed sui tassi, nome del prossimo governatore Fed e trimestrali di alcuni colossi tecnologici americani, che saranno pubblicate a partire da domani. In questo contesto, l’indice Ftse Mib della Borsa di Milano segna a metà giornata un progresso dello 0,34% in area 45.103 punti.
Ieri si è registrato un rialzo dei listini azionari, un lieve calo dei rendimenti accompagnati da una maggiore volatilità sui cambi dopo le voci di un possibile intervento congiunto Usa-Giappone sullo yen. Stamattina l’intonazione resta positiva con listini azionari ancora in moderato rialzo, malgrado le nuove minacce di Trump alla Corea del Sud di un aumento dei dazi al 25%, dopo che il Parlamento non è riuscito a ratificare l’accordo commerciale deciso lo scorso anno.
I titoli della giornata
Sul listino milanese, rialzi superiori a 1 punto percentuale per Prysmian e le banche con Banca Mediolanum, Poste e Unicredit in evidenza. Secondo stime degli analisti citate da Milano Finanza, Unicredit si prepara a incassare nel 2026 dividendi tra 280 e 380 milioni di euro dalla partecipazione del 26% in Commerzbank. Il flusso salirebbe a 438 milioni qualora la quota si spingesse al 29,9%, soglia massima autorizzata dalla Bce, ha aggiunto il quotidiano. Lo stacco cedola è previsto a maggio.
Il titolo Poste è sostenuto da un report di Citi che ha rivisto al rialzo le stime sugli utili 2026-2028, in vista dei risultati del quarto trimestre e dell’anno fiscale 2025, che saranno presentati a inizio marzo. In particolare, gli esperti sono particolarmente ottimisti sul segmento PostePay. Citi ha così aumentato il target di prezzo a 24,40 euro per azione da 23,15 euro, ribadendo la raccomandazione di acquisto.
Poco mosso Cucinelli, in area 80,6 euro, che non festeggia il rating overweight (sovrappesare) di Morgan Stanley, che ha ripreso la copertura sul titolo con target di prezzo a 95 euro.
Sul fronte opposto, cede quasi l’1% Stellantis dopo i dati sulle immatricolazioni. A dicembre, il gruppo ha registrato una crescita su anno delle immatricolazioni del 4,5%, anche se il bilancio dell’intero 2025 resta negativo per il 3,9% contro il +2,4% dell’intera industria, secondo i dati elaborati da Acea.
Ma la peggiore è Amplifon che cede quasi 3 pèunti percentuali, scivolando sul fondo del listino di Piazza Affari dopo che un report di Kepler Cheuvreux proietta scenari asfittici per i mercati di riferimento. In vista della pubblicazione dei conti, in agenda il prossimo 4 marzo, Kepler prevede che i mercati target resteranno deboli e lima il target price sul titolo del gruppo dell’udito a 15,3 euro da 16,7 euro, pur confermando il rating hold (mantenere in portafoglio).
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