Avvio sprint delle Borse europee in scia alla tregua di due settimane tra Usa e Iran annunciata nelle notte e poco più di un’ora dalla scadenza dell’ultimatum indicato da Donald Trump. Il presidente Usa ha annunciato l’intesa via social indicando come condizione base l’apertura “immediata e completa” dello Stretto di Hormuz.
Piazza Affari vola con banche e lusso
La reazione dei mercati si è fatta subito sentire con i futures di Wall Street che segnano un possibile avvio in rialzo del 3% circa e le Borse asiatiche in volata (+5,5% il Nikkei di Tokyo). In Europa le Borse segnano in avvio progressi che non si vedevano dal 2022. A Milano il Ftse Mib sale del 3,8% a 47.154 punti.
Tra i titoli più caldi spiccano le banche (+7,5% Unicredit, +5,7% Mps e +5,5% Intesa), così come il lusso (+7% Moncler e Cucinelli). Molto bene anche gli industriali con oltre +7% per Buzzi e Stellantis.
Petrolio in picchiata, Brent a 95 $
Violento ritracciamento dei prezzi del petrolio. Il Wti cede oltre il 15% a 96 dollari al barile, mentre il Brent segna un calo analogo a circa 95 dollari. Tornano gli acquisti sull’oro che sale del 2,2% a 4.839 dollari l’oncia. Oltre +6% per l’argento.
Movimenti marcati anche nel valutario con il dollaro che cede contro tutte le altre principali valute e nel reddito fisso con rendimenti in forte calo. Il Bund decennale segna un tasso del 2,92%, mentre il Btp rende il 3,67% dopo che nelle scorse settimane si era portato oltre il muro del 4%. Lo spread Btp-Bund viaggia a 74,8 punti base stando alla piattaforma Bloomberg; anche qui lontano dai picchi toccati nelle ultime settimane in area 100.
La tregua alimenta le attese di una distensione delle tensioni sui prezzi energetici e quindi anche sugli effetti per inflazione e politica monetaria. Se già nei prossimi giorni si concretizzerà un aumento significativo del traffico presso lo stretto di Hormuz i prezzi del petrolio potrebbero scendere ulteriormente, smorzando i timori di stagflazione e spingendo al ribasso i rendimenti obbligazionari.
Secondo le stime del Centro studi di Unimpresa, il ribasso del greggio implica una riduzione della componente industriale dei carburanti pari a circa 8,4 centesimi al litro. Per le famiglie, il beneficio su un consumo di 60 litri nelle prossime due settimane il risparmio si attesta intorno ai 5 euro, che supera i 10 euro con 120 litri.
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