Benzina ai massimi nei distributori Ip e Tamoil, prezzo più basso in quelli Eni. Nei giorni della grande crisi energetica con i prezzi di gas e petrolio vittime di grande volatilità, emerge che le compagnie che più ci hanno “marciato” sono quelle francesi. Guardando ai dati elaborati, l’Eni è tra le prime quattro compagnie petrolifere attive in Italia (Tamoil, Q8, Ip e la stessa Eni), quella che mostra i prezzi più bassi: nei distributori del marchio il gasolio è a 1,94 euro al litro, mentre la benzina è a 1,78 euro.
E’ quanto emerge da un’elaborazione dei dati dell’Osservaprezzi carburanti del Mimit, aggiornati a oggi martedì 10 marzo. Lungo la rete Eni si registra anche l’aumento più contenuto dall’inizio del conflitto: +19 centesimi al litro sul gasolio e +9 centesimi sulla benzina. Il prezzo più alto si registra invece oggi nei distributori Ip: il gasolio è a 2,05 euro al litro e la benzina a 1,83 euro al litro. La differenza è minima, ma l’aumento più significativo dall’inizio del conflitto è quello di Tamoil: +34 centesimi sul gasolio (a 2,05 euro) e +15 centesimi sulla benzina (a 1,81 euro). Infine alla Q8, il gasolio è a 2,04 euro al litro e la benzina a 1,80 euro.
Le contromosse del governo
Si tratta di numeri importanti nelle ore in cui il governo studia misure per contenere la speculazione sui prezzi alla pompa. La cabina di regia è al lavoro per monitorare la situazione e il prossimo venerdì invece si terrà un nuovo incontro plenario della Commissione di allerta rapida.
Lollobrigida contro la speculazione
Sulle accise stanno lavorando il Mimit e il Mef. E oggi c’è stata la condanna alla speculazione del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
“Non si può aumentare il prezzo così in maniera indiscriminata e la colpa non è dei benzinai che sono l’ultimo anello della catena”, ha detto ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato in collegamento alla fiera LetExpo di Verona, a proposito di eventuali misure sulle accise della benzina. “Saremo inflessibili – ha aggiunto – su chi specula su una guerra e ci auguriamo che non ci siano effetti veri. Gli effetti veri ci saranno se non arriverà petrolio nel prossimo mese. Durante questo mese i rifornimenti sono già arrivati da tempo, quindi è assolutamente scorretto e illegale aumentare i prezzi in questa maniera, si violano le regole del mercato. Siamo pronti anche a sanzionare chi specula finanziariamente facendo pagare di più la bolletta o la benzina al cittadino che non ha alcuna colpa”.
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Caro bollette, per proteggerci siamo in tempo per passare alle tariffe fisse?
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