Tra le piccole quotate di Piazza Affari preferite dagli analisti è spuntato un nome nuovo, forse sconosciuto ai più: Industrie Chimiche Forestali. Nonostante sia poco familiare al grande pubblico, si tratta di una realtà industriale ultracentenaria che nel tempo è diventata un punto di riferimento globale nel settore degli adesivi. È infatti tra gli operatori di riferimento a livello nazionale e internazionale nella progettazione, produzione e commercializzazione di adesivi e tessuti ad alto contenuto tecnologico, destinati principalmente ai mercati calzaturiero e pelletteria, automotive e packaging. Il fatto che sia stata inclusa per la prima volta nella lista delle pmi più interessanti stilata dagli analisti di Websim Corporate (Intermonte) rappresenta un segnale che potrebbe meritare attenzione da parte di chi è alla ricerca di opportunità ancora poco esplorate dal mercato.
Dall’Italia al mondo
Le origini dell’azienda risalgono al 1918, tra Varese e Milano, quando l’attività era ancora strettamente legata all’utilizzo delle risorse boschive del territorio. In quella fase iniziale lavorava le resine naturali ricavate dagli alberi del Lago Maggiore. Fu però un’intuizione a cambiare il destino dell’impresa: trasformare quella materia prima in un composto utile per incollare cuoio, tessuti e legno. Da lì prese forma un percorso evolutivo che portò alla produzione di formaldeide, adesivi e tessuti tecnici. Il nome stesso racconta questa trasformazione. “Forestali” richiama le radici legate al legno, mentre “Chimiche” segna il passaggio verso un’attività industriale più avanzata, fatta di formulazioni e soluzioni progettate su misura per diversi clienti e settori.
È una trasformazione che continua ancora oggi, sostenuta da un team dedicato di più di 20 persone alla ricerca e sviluppo che lavora per migliorare le prestazioni dei prodotti e ridurne l’impatto ambientale, puntando su tecnologie a base acquosa, minore utilizzo di solventi e impiego di materiali riciclati. Nel frattempo, l’azienda è cresciuta fino a operare su scala internazionale (oggi fonte maggioritaria di ricavo), mantenendo però la produzione interamente italiana.
Diversificare per crescere
Le soluzioni sviluppate dall’azienda si inseriscono in catene produttive tra loro molto diverse: si va dalle calzature alla pelletteria, passando per l’automotive e il packaging alimentare, fino a un insieme più ampio di applicazioni industriali. Proprio questa ampiezza di offerta ha contribuito a costruire nel tempo un modello operativo equilibrato, capace di mitigare la volatilità dei singoli settori. Lo si è visto chiaramente anche negli ultimi risultati: il rallentamento della moda ha inciso sui ricavi, ma è stato controbilanciato dalla solidità dell’automotive e dal buon andamento delle attività industriali. Il 2025 si è chiuso così con un fatturato in leggera flessione a 72,6 milioni rispetto ai 75,2 milioni dell’anno precedente, ma con indicatori di redditività in miglioramento. L’Ebitda è cresciuto da 8,9 a 9,7 milioni, l’Ebit rettificato ha segnato un aumento del 17% arrivando a 6,8 milioni, mentre l’utile netto escluse le poste straordinarie ha toccato i 4,4 milioni, in progresso del 23%. Numeri che hanno permesso di proporre la distribuzione di un dividendo di 0,30 euro per azione.
Alla base c’è una diversificazione che funziona su più livelli. Da un lato quello geografico, con il 53% dei ricavi generati all’estero; dall’altro quello settoriale, con una distribuzione delle attività che vede ancora un peso rilevante di pelletteria e calzature, affiancato da una componente significativa nell’automotive (dove l’azienda realizza elementi adesivi chiave, come quelli utilizzati nei tettucci delle auto).
In prospettiva, l’approccio resta immutato, ossia ampliare ulteriormente il raggio d’azione, individuare nuovi sbocchi industriali e consolidare la presenza internazionale. In questo contesto si inseriscono anche possibili partnership strategiche, come quella allo studio con Pro Well Limited, che potrebbe rafforzare il posizionamento soprattutto nei mercati asiatici.
Titolo osservato speciale
Quotata su Euronext Growth Milan, l’azione ha registrato un progresso di circa il 15% nell’arco degli ultimi dodici mesi. Un trend positivo, ma che lascia intravvedere un ulteriore apprezzamento. L’ingresso nella watchlist di Websim Corporate, elaborata su parametri quantitativi storici e prognostici, suggerisce infatti che il valore dell’azienda potrebbe non essere ancora pienamente riflesso nelle quotazioni di mercato. A sostenere questa lettura contribuisce anche Alantra, che ha ribadito la raccomandazione di acquisto (rating buy), indicando un prezzo obiettivo di 8,8 euro, con un potenziale di rialzo teorico del 47% rispetto ai livelli attuali, prossimi ai 6 euro.
Le previsioni delineano uno sviluppo ordinato nei prossimi anni, senza strappi ma con una crescita graduale e costante. Secondo gli analisti di Alantra, i ricavi sono attesi in aumento fino a circa 78 milioni nel 2026, per poi proseguire verso gli 84 milioni nel 2027 e superare gli 88 milioni nel 2028. Anche la redditività dovrebbe seguire una traiettoria simile, con un Ebitda stimato intorno ai 9,5 milioni nel breve termine e in progressivo miglioramento negli anni successivi, fino a oltre 11 milioni. Nel complesso, il ritmo di crescita medio annuo previsto tra il 2025 e il 2028 si attesta intorno al 6,8% per il fatturato e al 5,4% per l’Ebitda, confermando un profilo di sviluppo sostenibile.
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