Ancora guai per Novo Nordisk, il colosso danese che ha rivoluzionato la lotta all’obesità grazie al semaglutide: quest’anno in India, Cina, Brasile e Canada scade il brevetto per l’Ozempic, il suo farmaco simbolo. E i mercati si stanno già preparando a essere inondati dai generici, che grazie a prezzi più bassi (secondo le stime, la forbice va dal 65 al 75% in meno) rischiano di far perdere alla casa farmaceutica che ha creato anche il Wegovy ampissime fette di mercato. In Canada, in particolare, il brevetto è scaduto a inizio mese per colpa di un errore burocratico che ha dell’incredibile: fra il 20219 e il 2020 la società non ha né pagato il rinnovo (sarebbero bastati 185 dollari americani), né approfittato della seconda chance offerta dal governo di Ottawa, che le ha dato la possibilità di estendere la protezione e “sanare” la situazione per 331 dollari. Risultato, a marzo potrebbero arrivare nelle farmacie i primi concorrenti low cost, con una perdita di profitti per milioni di dollari, considerando che il Canada rappresenterebbe il secondo mercato per l’Ozempic.
Inciampo
Si tratta solo dell’ultimo inciampo per il gruppo che sta affrontando una lunga striscia negativa. Rispetto a un anno fa, il titolo vale circa il 30% in meno. La concorrente Ely Lilly, con la sua Mounjaro, è invece salita in Borsa di circa il 28% e a fine novembre è diventata la prima azienda farmaceutica a raggiungere i 1.000 miliardi di capitalizzazione, entrando nel ristretto club delle società a 13 cifre dominato da colossi tech come Apple, Microsoft, Nvidia, Alphabet, Amazon, Meta, Tesla, Broadcom e Berkshire Hathaway.
Prima ancora, sempre alla fine dello scorso anno, Novo Nordisk è stata battuta da Pfizer nella sfida per comprare la biotech Metsera. A novembre era arrivato un altro capitombolo in Borsa dopo l’annuncio del flop della sperimentazioni su un nuovo farmaco contro l’Alzheimer a base di semaglutide, che contrariamente alle speranze non è stato in grado di fermare il decadimento cognitivo.
La fabbrica
E l’onda lunga della crisi del colosso sta toccando anche l’Italia. Per la precisione Anagni, nel cuore della Ciociaria. Poco più di un anno fa, Novo Nordisk aveva annunciato con orgoglio l’acquisto dello stabilimento Catalent e un maxi piano di investimento da oltre 2 miliardi per espandere la fabbrica e trasformarla in un centro europeo di produzione dei farmaci per il diabete e l’obesità. Poco più di 12 mesi dopo, il piano si è impantanato: a metà ottobre 2025 la produzione di Wegovy si è fermata. Ottanta contratti stagionali secondo i sindacati non sono stati rinnovati. L’azienda ha assicurato che il piano è solo rimandato, ma la paura serpeggia: i sindacati, che speravano in circa 500 nuove assunzioni, adesso temono per la sorte degli 850 lavoratori già in forze.
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