L’Unione europea accelera sul rafforzamento dell’euro e mette sul tavolo l’ipotesi di un “super euro” sostenuto da un mercato unico dei titoli europei. La volontà che si cela dietro l’iniziativa è quella di consolidare il ruolo internazionale della moneta unica, ridurre la dipendenza dal dollaro e rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa in un contesto geopolitico sempre più instabile.
A Bruxelles si è riunito anche il formato ristretto delle sei principali economie dell’Ue -Francia, Germania, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Polonia – deciso a imprimere una spinta politica al completamento del mercato unico. I ministri dell’E6 puntano a trasformare l’Europa in un “porto sicuro” per i capitali globali, evitando di disperdere l’attuale slancio riformatore.
Al centro della riflessione della Commissione europea c’è il mercato dei bond. Un documento interno individua nella creazione di un emittente unico per le obbligazioni sovranazionali la leva per superare la frammentazione attuale: riunire le emissioni sotto un solo soggetto consentirebbe di offrire titoli più profondi e liquidi, capaci di attrarre investitori internazionali. L’euro, sottolinea Bruxelles, potrà diventare una vera valuta globale solo se sostenuto da un sistema finanziario integrato e da un’ampia disponibilità di attività denominate in euro.
I titoli europei sono già considerati sicuri e liquidi, ma secondo la Commissione occorre ampliarne la portata, aumentando l’offerta di strumenti comuni e facilitando l’accesso ai finanziamenti per le imprese in tutta l’Unione, senza barriere nazionali. Il tema è stato discusso anche in sede di Eurogruppo.
“Rafforzare il ruolo internazionale dell’euro non è un obiettivo nuovo, ma il contesto geopolitico è cambiato e impone di agire”, ha osservato il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis. Un euro più forte, ha aggiunto, rappresenterebbe un pilastro della strategia europea di riduzione dei rischi, contribuendo alla stabilità finanziaria, alla sicurezza economica e alla riduzione dei costi di finanziamento. Inoltre offrirebbe maggiore protezione a importatori ed esportatori dalle oscillazioni dei cambi.
La strategia intreccia economia e sicurezza. Bruxelles evidenzia come la crescente frammentazione globale e l’uso sempre più frequente di sanzioni finanziarie rendano necessario rafforzare l’autonomia monetaria europea. In questo quadro rientrano anche lo sviluppo dell’euro digitale e la promozione della moneta unica nei contratti internazionali, dall’energia alle materie prime fino ai trasporti.
Sul fronte delle emissioni comuni, nel prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 si valuta la possibilità di ricorrere in modo più strutturato a obbligazioni garantite dal bilancio Ue, sul modello del programma Safe, qualora si rendesse necessario raccogliere nuovi capitali.
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