Tetto alle commissioni per i buoni pasto. Grazie alla novità introdotte dal ddl Concorrenza, da lunedì prossimo scatta il tetto del 5% per le commissioni applicate a supermercati, bar e ristoranti per l’accettazione dei buoni pasto.
Secondo la novità approvate lo scorso dicembre, le società che emettono buoni pasto non possono più applicare agli esercenti, per la riscossione del valore nominale del ticket, commissioni arrivate nel tempo fino a oltre il 20%.
La misura riguarda sia i ticket cartacei sia quelli elettronici e ha l’obiettivo è quello di pareggiare il trattamento tra mercato privato e pubblico, visto che in quest’ultimo era già applicata la regola del 5% prevedendo a monte un limite massimo di sconto applicato dalle società emittenti alla Pubblica amministrazione che comprava i buoni pasti per i suoi dipendenti.
Una misura che riguarda una platea di 3,5 milioni di lavoratori che usufruiscono dei ticket
In concreto da lunedì non cambierà nulla né viene intaccato l’importo dei buoni, la misura riguarda i rapporti tra esercenti e le aziende che emettono i ticket. Ci potrebbero però essere aumenti inattesi.
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Già nei mesi scorsi, infatti, l’Anseb (Associazione nazionale società emittenti buoni pasto) aveva dichiarato che “l’imposizione del tetto del 5% genererà costi nascosti per almeno 180 milioni di euro l’anno, che graveranno direttamente sulle aziende che acquistano buoni pasto per i propri dipendenti”.
In soldoni, la possibilità è che le società emittenti si rivalgano sulle aziende che comprano i ticket, riducendo gli sconti offerti, se non potranno più applicare maggiori commissioni.
A loro volta, le aziende che comprano ticket potrebbero decidere se e come modificare le loro politiche di welfare aziendale, nei confronti dei dipendenti cui vanno i buoni pasto.
Ricordiamo che si tratta di strumenti deducibili al 100% fino a un valore nominale di 8 euro, per ticket. La norma sana comunque una situazione che ha pesato sulla distribuzione moderna, bar e ristoranti di media per 450 milioni.
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