Nel piatto nuove proteine derivate da funghi, batteri, insetti e alghe. L’idea non è nuova ma ora scende in campo anche la ricerca scientifica a livello europeo con il progetto Protein4Impact da 5,3 milioni di euro, al quale partecipano 18 partner di 13 paesi, tra cui per l’Italia con Enea, Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e Consorzio In.Bio. Il progetto mira a valutare le caratteristiche nutrizionali, sanitarie, di sicurezza e di qualità di questi alimenti, analizzandone l’impatto ambientale e socioeconomico.
Per la produzione di farine proteiche, Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) curerà l’allevamento di insetti, utilizzando diete non convenzionali basate su scarti del settore agroindustriale, con l’obiettivo di valutare soluzioni innovative per la produzione sostenibile di proteine. Inoltre, saranno coltivate microalghe in specifiche condizioni operative, studiate per massimizzare il contenuto proteico della biomassa.
La ricerca non si ferma qui. Enea è impegnata anche nel recupero delle frazioni proteiche e lipidiche degli scarti ittici, ricchissimi di Omega-3, in particolare di Dha, sostanza già largamente utilizzata come integratore per la salute cardiovascolare e per lo sviluppo neurologico, dalla gravidanza ai primi mesi di vita.
Le attività si svolgono presso i centri ricerca Enea di Portici (Napoli), Casaccia (Roma) e Trisaia (Matera) e coinvolgono un team di circa 15 ricercatori esperti del settore.
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