Il turismo medico globale sta cambiando geografia. E la Cina è diventata una delle destinazioni che crescono più rapidamente.
Nel 2025 oltre 1,2 milioni di pazienti stranieri si sono rivolti a strutture sanitarie cinesi, con una crescita superiore al 70% rispetto a pochi anni fa. Un’accelerazione che riflette non solo l’evoluzione del sistema sanitario cinese, ma anche le difficoltà crescenti dei sistemi sanitari occidentali.
Costi drasticamente inferiori
La leva principale è economica. Visite specialistiche, esami diagnostici e check-up completi in Cina possono costare dal 50% all’80% in meno rispetto a Stati Uniti ed Europa. In molti casi, anche includendo il volo intercontinentale, la spesa complessiva resta inferiore rispetto ai costi sostenuti nel Paese d’origine.
Tempi di attesa ridotti
Oltre al prezzo, pesa l’efficienza. In numerose strutture cinesi i pazienti riescono a completare visite, analisi e accertamenti diagnostici in pochi giorni.
Un vantaggio competitivo significativo in una fase in cui molti sistemi sanitari occidentali affrontano liste d’attesa crescenti, carenza di personale e pressioni sui bilanci pubblici.
L’effetto delle politiche sui visti
La recente estensione delle politiche di ingresso senza visto per cittadini di numerosi Paesi ha abbassato le barriere alla mobilità internazionale.
Pur non essendo pensata specificamente per cure mediche, la maggiore facilità di accesso ha favorito anche il turismo sanitario, soprattutto per controlli, diagnostica e consulti specialistici.
Le città protagoniste
I flussi si concentrano nelle grandi metropoli come Pechino, Shanghai e Shenzhen, dove si trovano ospedali di fascia alta dotati di reparti internazionali, personale multilingue e tecnologie avanzate.
Il turismo medico genera ricadute economiche su ospitalità, trasporti, assicurazioni e servizi professionali, contribuendo allo sviluppo di un ecosistema di servizi ad alto valore aggiunto.
Sfida a India e Thailandia
Nel mercato globale del turismo medico, la Cina entra in competizione con poli già consolidati come India e Thailandia, storicamente leader per volume di pazienti internazionali e specializzazione.
L’India resta un punto di riferimento per interventi chirurgici complessi e trattamenti ad alta intensità, grazie a costi estremamente bassi e a un’offerta privata fortemente orientata all’export sanitario.
La Thailandia mantiene una posizione forte nel segmento premium, combinando sanità privata di alto livello e ospitalità turistica. I costi sono competitivi, ma mediamente più elevati rispetto a India e Cina, e il modello è fortemente legato al settore privato.
La Cina segue una strategia diversa. Più che puntare sulla chirurgia complessa, attrae pazienti stranieri per diagnostica rapida, check-up avanzati e consulti specialistici, sfruttando la scala del sistema sanitario, la densità urbana e una forte capacità tecnologica.
Dal punto di vista economico, il vantaggio competitivo cinese risiede nella combinazione di prezzi contenuti, infrastrutture moderne e accesso facilitato, elementi che potrebbero ridisegnare gli equilibri del turismo sanitario in Asia.
Leggi anche:
Canini come zanne, il dentista ci svuota il conto corrente. Italiani in superfuga
Salute in attesa, si fa largo in corsia la polizza sanitaria
© Riproduzione riservata