Cercansi operai per lo stabilimento Stellantis a Kragujevac, in Serbia: in 800 tra marocchini e nepalesi hanno risposto. Quello serbo è il sito che ha dato vita, dal 2012, ai tempi di Fiat Group, alla 500L, e che ora sforna le nuove Grande Panda e Citroen C3 per Stellantis. Una precisazione: l’approdo in Serbia della Fiat, agevolazioni varie garantite dal governo a parte, rappresentò un avvertimento dell’allora ad Sergio Marchionne alla Fiom-Cgil di Maurizio Landini, contrario alle strategie di sviluppo del gruppo, visto che inizialmente la produzione era prevista in Italia. Questo particolare lo rivelò apertamente Marchionne in un incontro con alcuni giornalisti negli Usa.
Cercansi (e trovati) operai per la Serbia, dunque, Paese le cui retribuzioni (meno di 600 euro mensili) sono giudicate da fame. «Non inferiore ai 1.000 euro al mese la paga ritenuta ragionevole e come base di partenza», il messaggio lanciato dal sindacato locale. Ma la forza del Paese per calamitare investimenti esteri sta proprio nel basso costo della manodopera con lo Stato che resta a guardare. Nel sito di Stellantis si arriva a 768 euro mensili se si lavora anche di sabato, ma portando a 40 le ore settimanali alla linea di montaggio. Sicché, nonostante a Kragujevac (180mila abitanti) ci siano 9mila disoccupati, la ricerca di operai deve per forza oltrepassare abbondantemente il confine. Si è provato con gli italiani, su base volontaria: una quarantina coloro che avevano accettato provenienti da Melfi con un collega dalla Maserati di Modena, dove però la proposta non era stata ben accolta all’interno dell’impianto perché interpretata come la conferma della mancanza di prospettive future.
Migliore, per loro, ovviamente, il trattamento rispetto ai locali (oltre 100 euro al giorno), ma la disparità era considerata eccessiva: «Divari incomparabili», il commento del sindacato serbo. A ciò si sono poi aggiunti problemi di burocrazia sulla permanenza con il conseguente rientro in Italia. Ecco allora il nuovo personale dal Marocco (Pil pro capite oltre tre volte più basso di quello serbo) e dal Nepal (più della metà della popolazione, 27 milioni, campa con meno di 1,25 dollari al giorno) per potenziare lo stabilimento di Stellantis in Serbia, simbolo della motorizzazione della ex Jugoslavia e rilanciato nel 2010 dalla Fiat gestita da Marchionne. Gli 800 nuovi addetti, che si aggiungeranno alle 2.800 tute bianche già presenti, saranno inseriti, da ottobre, nel terzo turno alle linee di montaggio. Un centinaio di operai già occupati a Kenitra, in Marocco, affronteranno il viaggio per formarsi in vista dello sbarco della Fiat Grande Panda anche nello stabilimento nordafricano, in grande espansione, e sul quale Stellantis ha appena investito 1,2 miliardi di euro.
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