Respirare per capire cosa succede al lavoro. È una nuova frontiera della medicina del lavoro che parte da Milano e guarda al futuro della sicurezza industriale. Nel settore automotive, uno dei più esposti a sostanze chimiche e solventi, arriva infatti una tecnologia capace di “leggere” nel respiro dei lavoratori i segnali dell’esposizione a composti potenzialmente nocivi.
Al Centro Ospedaliero Militare di Milano prende il via il primo studio italiano che utilizza l’analisi del respiro nella medicina del lavoro, applicandola in particolare al comparto automotive. L’obiettivo è monitorare in modo rapido e non invasivo l’esposizione dei lavoratori a sostanze presenti negli ambienti produttivi.
Il progetto prevede uno studio clinico osservazionale su 100 persone appartenenti a diverse categorie professionali: operatori d’officina, personale amministrativo e videoterminalisti. Durante la giornata lavorativa verranno confrontati due elementi chiave: l’aria dell’ambiente di lavoro e quella espirata dai lavoratori, raccolta sia all’inizio sia al termine del turno.
Attraverso questo confronto i ricercatori potranno valutare con precisione l’assorbimento acuto dei VOC, i Composti Organici Volatili, sostanze spesso presenti nei processi industriali e potenzialmente dannose per la salute se inalate in quantità elevate.
Il cuore tecnologico dell’iniziativa è sviluppato da Predict, pmi innovativa attiva nella diagnostica in vivo. La società ha messo a punto una tecnologia che trasforma il respiro in uno strumento diagnostico, una vera e propria “biopsia gassosa” non invasiva.
La tecnologia utilizzata nello studio è il Mistral Sampler, un dispositivo progettato per raccogliere e analizzare in modo standardizzato il respiro alveolare. Il suo impiego segna la prima applicazione in Italia dell’analisi del respiro nella medicina del lavoro e allo stesso tempo la prima implementazione di questa tecnologia in Lombardia.
L’iniziativa rappresenta quindi un passaggio importante verso una nuova generazione di strumenti per la salute occupazionale: metodi rapidi, non invasivi e replicabili, capaci di fornire dati immediati sull’esposizione dei lavoratori.
I risultati dello studio potrebbero aprire la strada a progetti multicentrici o longitudinali e contribuire alla definizione di nuovi standard di monitoraggio nei luoghi di lavoro, soprattutto nei settori industriali ad alta esposizione chimica.
«Siamo orgogliosi che il Mistral Sampler trovi la sua prima applicazione nel campo della medicina del lavoro, un settore in cui la prevenzione gioca un ruolo decisivo», ha dichiarato Isa Cafagna, vicepresidente e amministratore esecutivo di Predict.
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