Incertezza e paura: è questo il quadro del lavoro oggi. Per il 69,5% degli studenti e dei lavoratori italiani le opportunità di impiego oggi sono più instabili e precarie rispetto al passato. E per circa due terzi questa incertezza incide negativamente sul senso di sicurezza e sul benessere personale, mentre crescono ansia, paura della competizione e timore di fallire. Ma, di fronte all’apparente vulnerabilità, gli italiani si mostrano resilienti: sette su dieci hanno maturità emotiva e capacità di gestire stress e conflitti, circa otto su dieci hanno chiaro come realizzare i propri progetti professionali, il 92% è disposto a sviluppare nuove competenze per aumentare la sicurezza lavorativa. E contro l’incertezza, oltre metà chiede alle aziende un supporto psicologico o di coaching professionale, otto su dieci strumenti per il benessere finanziario.
La ricerca
È quanto emerge dalla ricerca Il futuro lavorativo in Italia e in Lombardia: paure, incertezze e prospettive, realizzata da Universitas Mercatorum e Alto, società di consulenza. Un’indagine condotta su un campione di 17.800 studenti e lavoratori, che è stata presentata questa mattina a “Lombardia Lab – Persone e Lavoro”, l’evento organizzato a Milano da Aidp Lombardia
Dalla ricerca emerge un quadro di incertezza e preoccupazione diffuse: il 59% degli studenti e lavoratori italiani è preoccupato del tempo che scorre rispetto ai propri passi compiuti nel mondo del lavoro, il 44,9% rimanda progetti personali a causa della situazione lavorativa instabile, il 40,2% ha difficoltà a muoversi nel contesto di incertezza lavorativa, il 38,3% ha paura di sbagliare le scelte lavorative. Mentre il 72,7% è preoccupato all’idea che potrebbe non percepire la pensione.
L’incertezza lavorativa incide soprattutto sulla sfera personale: circa due terzi riferiscono un impatto negativo sul senso di sicurezza (66%) e sul benessere individuale (65,6%). Mentre l’effetto sul rendimento lavorativo è più contenuto (ha impatto negativo nel 42%). Emerge un “timore di fallire”, legato soprattutto agli standard personali: il 44,2% ha paura di deludere le sue aspettative in ambito lavorativo, una quota più alta rispetto al 32,8% che ha paura di deludere le aspettative.
Per una quota significativa la rivalità con altre persone rappresenta fonte di preoccupazione. Più di un terzo (36,7%) prova ansia per la competizione nel mondo del lavoro, il 32,4% per il confronto con gli altri nella carriera o nel rendimento, il 35,9% nel “sapere che altre persone progrediscono più velocemente nel mondo”.
Il successo professionale d’altra parte rappresenta un valore centrale: è importante per il 77,8%. Per la maggioranza degli intervistati il concetto di successo sul lavoro è legato al benessere e alla qualità della vita: il 77,7% dei partecipanti lo identifica come “indipendenza ed equilibrio tra lavoro e tempo libero”.
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