Nel 2025 Milano è stata la città italiana più cara in assoluto: 6 euro per un panino, 18 euro per lavare la macchina e 20 per una messa in piega dal parrucchiere. La città più economica invece è Napoli, che costa il 60% in meno rispetto al capoluogo lombardo.
Catanzaro si conferma il capoluogo più conveniente se si considerano esclusivamente mercati rionali e supermercati, mentre sul fronte del cibo Bolzano supera Milano e conquista il primato della città più cara. È quanto emerge da un’analisi del Codacons, condotta sui dati dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Dentista e tintoria
Lo studio prende in considerazione un paniere eterogeneo, che include prodotti alimentari e ortofrutticoli ma anche una serie di servizi, dalle cure odontoiatriche alla tintoria, fino alla toelettatura degli animali domestici. Il quadro che ne risulta evidenzia ancora una volta una marcata frattura territoriale tra Nord e Sud, con pochissime eccezioni e quasi mai legate alla spesa alimentare. Nel dettaglio, Milano si colloca in cima alla classifica dei costi complessivi: per il paniere analizzato la spesa sfiora i 600 euro, il 62,3% in più rispetto a Napoli, che per le stesse voci si ferma a poco meno di 370 euro. Subito dopo Milano figurano Aosta, con uno scontrino medio di 586 euro, e Bolzano, terza con 574 euro. All’estremo opposto della graduatoria, tra le 18 grandi città monitorate, Napoli risulta la più economica, seguita da Palermo (408 euro) e Catanzaro (424 euro).
Limitando l’analisi alla sola spesa alimentare, calcolata su un insieme di 28 prodotti che spaziano dall’ortofrutta alla carne, dal salmone a pane, pasta e olio, è ancora Catanzaro a distinguersi come la città più conveniente, con una spesa media di circa 165 euro. Napoli segue a breve distanza con 168 euro, mentre Bari si colloca al terzo posto con 172 euro. All’opposto, Bolzano è la città più onerosa per riempire dispensa e frigorifero: qui la spesa sale a circa 220 euro, il 33,3% in più rispetto a Catanzaro.
Carne e zucchine
Non mancano esempi di forti differenze di prezzo distribuite in modo disomogeneo sul territorio. A fronte di una media nazionale di 3,8 euro, il costo di un panino al bar oscilla dai 2,7 euro di Ancona ai 5,7 euro di Milano. Bologna registra il prezzo più alto per la carne bovina, con una media di 26,7 euro al chilo, mentre le zucchine più care si trovano a Genova, a 4,60 euro al chilo. Per un’otturazione dal dentista si passa dai 176 euro di Aosta ai 70 euro di Napoli; lavare l’auto costa appena 8,5 euro ad Ancona, ma supera i 21 euro a Bolzano, che detiene anche il record per il cappuccino al bar, con un prezzo medio di 2,3 euro. Sul fronte dei servizi alla persona, Napoli si conferma la città più conveniente per la cura dei capelli: una messa in piega costa in media meno di 13 euro, contro i 23,5 euro di Bologna, mentre un taglio donna resta sotto i 15 euro, a fronte dei 30 euro di Trieste. Fa eccezione Milano, che sorprendentemente risulta la città meno cara per il servizio di lavaggio e stiratura della camicia, con una media di 2,89 euro, contro i 5,3 euro registrati a Catanzaro e Ancona.
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