Il 2026 si è aperto come si era chiuso il 2025 per il mercato dei mutui, con il tasso variabile che continua a guadagnare terreno sul fronte della convenienza, mentre il fisso prosegue la sua salita. Complice anche la decisione di politica monetaria da parte della Banca centrale europea, che ha lasciato i tassi di riferimento fermi nella sua prima riunione dell’anno.
“In questo inizio di 2026 la forbice tra tasso fisso e variabile si è ulteriormente aperta a favore di quest’ultima tipologia di finanziamento, il cui TAN medio risulta essere quasi 80 punti base più conveniente”, osserva Nicoletta Papucci, portavoce di MutuiOnline.it. Nonostante ciò, secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it il 90,5% dei consumatori continua a preferire il fisso, anche se aumentano le richieste per il tasso variabile, al 6% del totale, che raggiungono il livello più alto dal 2023.
Come si stanno muovendo i tassi sui mutui
Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, il TAN medio dei mutui a 20 e 30 anni a tasso variabile si mantiene stabile, mentre per quanto riguarda il tasso fisso si osserva un aumento di altri 10 punti base rispetto al mese scorso. I finanziamenti a tasso indicizzato all’Euribor, dunque, si confermano oggi i più convenienti, con un tasso d’interesse medio – considerando sia i mutui standard che le offerte green – del 2,65% che scende al 2,21% delle migliori offerte presenti sul mercato. I mutui a tasso fisso, invece, a gennaio si attestano su un TAN medio del 3,43% (standard e green), che rispetto a 12 mesi fa significa un aumento di 60 punti base, dal momento che a gennaio 2025 la media era del 2,83%.
Il confronto sulle rate
Il confronto sui costi rende evidente la differenza tra le due scelte. Su un mutuo ventennale da 180mila euro, la rata del fisso risulta oggi più alta di 54 euro al mese rispetto a un anno fa, con un aggravio complessivo superiore ai 13mila euro. Il variabile permette invece una rata mensile più leggera di circa 60 euro rispetto al fisso e un risparmio totale che sfiora i 17mila euro nell’arco del finanziamento.
“Il risparmio immediato che garantisce oggi il variabile sta attirando una quota di consumatori in crescita, cosa comprensibile considerando che analizzando le curve forward dell’Euribor, il variabile potrebbe rimanere più conveniente del fisso per oltre tre anni. – sottolinea Papucci – E successivamente, chi avrà scelto il variabile, avrà la possibilità di ricorrere alla surroga verso il fisso, operazione gratuita che permette di trasferire il finanziamento da una banca a un’altra cambiandone le condizioni”.
Durata e importi dei mutui ai massimi
La domanda di credito continua a spingersi verso orizzonti temporali sempre più lunghi. A gennaio la durata media dei mutui ha raggiunto i 24 anni e dieci mesi, il livello più alto dal 2015. Anche l’importo medio richiesto segna un record, salendo a 151.400 euro.
L’aumento dei mutui si accompagna a quello dei valori immobiliari. Il prezzo medio delle abitazioni in Italia arriva a d 234.200 euro, vicino al massimo storico del 2019. Tra le grandi città, Milano resta la più cara con 3.470 €/mq in media, seguita da Roma (2.287 €/mq).
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