Dal primo luglio scatterà la rivalutazione dell’1,4% dei livelli di reddito per la corresponsione dell’Assegno per il nucleo familiare. Lo sottolinea l’Inps con una circolare ricordando che l’assegno al nucleo familiare riguarda esclusivamente i nuclei con familiari diversi da quelli con figli e orfanili (per quelli con figli è in vigore l’assegno unico) quindi composti dai coniugi, dai fratelli, dalle sorelle e dai nipoti.
Gli importi dell’assegno non cambieranno, ma verranno aggiornati i limiti di reddito che determinano la fascia in cui rientra il nucleo familiare e quindi la somma spettante. Per questo si parla di aumenti: alcune famiglie grazie alle nuove soglie potranno accedere a una fascia più favorevole. Le tabelle Inps permettono di calcolare i nuovi importi.
Un esempio riguarda i nuclei composti da un solo maggiorenne inabile. Fino a luglio di quest’anno, una famiglia con reddito fino a 33.540,41 euro rientra nella soglia che dà diritto a 52,91 euro per componente. Dal primo luglio, 34.009,98 euro diventa il limite massimo della prima soglia: in questo caso l’assegno passa quindi dagli attuali 19,59 euro a 52,91 euro.
L’Anf spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato e agricolo, ai dipendenti di aziende cessate o fallite e ai titolari di prestazioni previdenziali derivanti da lavoro subordinato. Esclusi i lavoratori autonomi.
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