Con il nuovo anno sono entrate in vigore le nuove regole sulla legge 104, studiate per rafforzare gli aiuti sia alle persone assistite sia ai caregiver. Per iniziare, viene semplificato il riconoscimento della disabilità grazie al principio della certificazione unica a livello nazionale al posto dei sistemi regionali frammentati. La valutazione avverrà secondo il modello Whodas (Who Disability Assessment Schedule) già adottato a livello internazionale che consente una valutazione integrata delle capacità residue e dei supporti effettivi da garantire, senza moltiplicare visite e procedure. In arrivo quindi tempistiche ridotte, con un iter digitale di presentazione delle domande ed eliminazione delle visite di revisione in caso di patologie irreversibili o stabilizzate.
Sul posto di lavoro
Le tutele lavorative per chi ha la legge 104 vengono rafforzate. Dal 2026, i caregiver e le persone con disabilità vedranno un ampliamento dei permessi retribuiti: le ore a disposizione per visite, esami e cure mediche diventano 10 in più all’anno, con una maggiore flessibilità. I tre giorni di permesso mensile retribuito restano in vigore e possono essere fruiti alternativamente da più membri della stessa famiglia, eliminando l’esclusività del parente unico.
Inoltre arrivano l’estensione dello smart working prioritario; congedo retribuito straordinario, fino a 24 mesi complessivi nella vita lavorativa; tutela rafforzata contro il trasferimento e la possibilità di scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona assistita
Anche il collocamento mirato viene potenziato. Le aziende sono inoltre vincolate a garantire una gestione trasparente delle richieste di permesso e congedo, e la legge chiarisce i limiti ai controlli, nel rispetto della privacy.
I caregiver
Novità anche sul fronte dei caregiver, il cui lavoro verrà valorizzato. L’esperienza maturata nell’assistenza potrà essere riconosciuta mediante l’attribuzione di crediti formativi. Il Ministero del Lavoro ha introdotto uno standard nazionale per la validazione delle competenze: ogni caregiver familiare che abbia svolto funzioni di cura accederà a percorsi minimi di 70 ore, modulari e anche parzialmente a distanza, finalizzati al conseguimento di una qualifica ufficiale a valenza nazionale di assistente familiare, con la possibilità di richiedere il riconoscimento formale delle competenze già acquisite, attraverso una specifica procedura di validazione.
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