Allarme diabete: oltre 4 milioni di italiani convivono con questa malattia, oltre a un altro milione che non sa di essere malato. L’impatto economico complessivo sul Sistema sanitario nazionale è di circa 20 miliardi di euro l’anno (tra costi diretti e indiretti). Le complicanze correlate possono ridurre l’aspettativa di vita in media di 6 anni. I dati sono stati diffusi durante gli Stati generali sul diabete 2026.
Secondo i dati dell’Italian Barometer Diabetes Report 2025, la distribuzione della malattia raggiunge picchi di diffusione del 15,5 per cento nella fascia di età 65-74 e supera il 20 per cento tra gli over 85.
Percorsi personalizzati
“Questi dati – afferma Salvatore De Cosmo, presidente Fesdi (Federazione Società Diabetologiche Italiane) – dimostrano che la diabetologia non può più limitarsi alla sola gestione clinica del paziente: deve integrare ricerca, tecnologie digitali, prevenzione e governance, per percorsi personalizzati e ridurre le disuguaglianze territoriali”.
Il ministro Schillaci
“In Italia c’è un impegno forte e condiviso per ridurre la prevalenza di una patologia in costante aumento, anche per effetto dell’invecchiamento della popolazione. Durante questa legislatura sono stati adottati provvedimenti incisivi nella lotta al diabete e continua ad esserci un’attenzione costante da parte delle istituzioni – ha detto in un messaggio il ministro della Salute Orazio Schillaci – Il diabete, come tutte le patologie croniche non trasmissibili, è correlato agli stili di vita oltre che a condizioni socio-economiche svantaggiate. In questo scenario il ministero della Salute ha definito una strategia diretta a promuovere la prevenzione primaria, a rendere accessibili a tutti le innovazioni terapeutiche e la digitalizzazione dell’assistenza, necessaria a ridurre disuguaglianze e a migliorare il monitoraggio dei pazienti”.
Il Cnel
“La chiave – ha aggiunto il presidente del Cnel Renato Brunetta – è quella di abbracciare un approccio pienamente olistico, che metta al centro la persona. Proprio in quest’ottica, il Cnel sta lavorando a un disegno di legge, aperto ai contributi della comunità medica e scientifica, dedicato agli ‘stili di vita’, per promuovere un ecosistema favorevole alla salute, dall’educazione alimentare alla valorizzazione dell’attività fisica, fino alla prevenzione”.
Gli esperti
“Il diabete è una delle principali sfide di sanità pubblica nel nostro Paese, anche per l’impatto che ha sulla qualità della vita delle persone e sulla sostenibilità del sistema sanitario”, ha evidenziato Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid).
“Il diabete non è più soltanto una sfida clinica, ma una prova decisiva per la governance dell’intero sistema sanitario, poiché coinvolge milioni di cittadini e richiede una gestione coordinata tra istituzioni nazionali, Regioni e territori”, ha aggiunto il presidente di Federsanità Fabrizio d’Alba.
“Il diabete conferma quanto sia importante rafforzare la capacità del sistema di garantire prevenzione, presa in carico e continuità assistenziale con risposte sempre più omogenee e vicine ai cittadini sui territori. In questo percorso le aziende sanitarie e ospedaliere hanno un ruolo decisivo”, ha sottolineato Giuseppe Quintavalle, presidente Fiaso.
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